"Ogni favola e' un gioco"... e per i bambini di Amorosi? Parla il sindaco, tace la dirigente scolastica

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Maltrattamento bambiniMaltrattamento bambini

La violenza sui piccoli è uno dei crimini più disgustosi. I fatti sono noti, di quanto accaduto nella cittadina di Amorosi, dove un’insegnante, dopo le circostanziate indagini svolte dai carabinieri, è stata sospesa per i ripetuti maltrattamenti ai danni dei bambini che frequentavano la locale scuola elementare.

Una comunità sgomenta e soprattutto violata nei più piccoli, affidati dagli ignari genitori a chi doveva plasmare la loro crescita sui principi di educazione e rispetto. Le immagini di quella telecamera sono passate dalle aule di giustizia allo schermo in tante case, dove forse qualche genitore avrebbe voglia di farsi giustizia per quanto visto fare sulla pelle del proprio bambino e la mortificazione di non aver compreso i suoi occhi tristi al rientro da scuola.

Quante volte quelle parole smozzicate coprivano la paura di un’ulteriore punizione, anche più grave che quella fisica subita a scuola, di non essere creduto da mamma e papà.

Traditi tutti nella fiducia. Sono questi i danni più gravi che ha prodotto quell’insegnante matrigna. Tutto ciò pone alcune domande alle quali chiediamo risposte. Nessuno sentiva? Nessuno sapeva? Perché aspettare tanto tempo. Vincere un concorso, ma si è tutti portati all’insegnamento, allo stare insieme ai bambini? Tutti tendono l’orecchio alla porta del dirigente scolastico; ilQuaderno.it l'ha contattata, ma non ha rilasciato alcuna dichiarazione, come anche delle decisioni che intenderà prendere il primo cittadino di Amorosi, a difesa dei suoi figli e per il buon nome dell’intera comunità balzata agli onori della cronaca nazionale per un fatto di cronaca che provoca solo disgusto.

Il sindaco di Amorosi, Giuseppe di Cerbo, non si pronuncia sotto il profilo delle indagini che attendono risultati, ma esprime tutto il suo dissenso in merito all’accaduto: “Siamo rimasti sconcertati e per questo l’amministrazione non rimarrà spettatrice in questo contesto. Essendo io stesso insegnante sono molto deluso e arrabbiato perché ritengo che la scuola sia sempre il fiore all’occhiello di una comunità e che senza di essa non si va da nessuna parte. Non è possibile assistere a tutto questo nel 2017 e i problemi personali vanno lasciati fuori dalla soglia della scuola”.

La figura della maestra, non può essere tradita, perché chiunque sia andato a scuola ricorderà sempre il suo nome, il compagno di banco, la prima pagina del quaderno scritta con gioia, altrimenti se è questa la buona scuola è meglio restare a casa.

Raffaella Ferri

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