03/11/2011 :: 10:31:10

11-11-11: Il giorno di Occupy a Benevento. Un gruppo di ragazzi spiega i motivi della protesta


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NOSTRO SERVIZIO -Alessandro, Angela, Domenico, Francesca, Pasquale, Nicola, Angelo: "Questo sistema economico ha messo in ginocchio il Paese e non solo". Lo dicono e lo confermano con convinzione alle domande de "Il Quaderno.it" sulla manifestazione che, come loro auspicano, "sveglierà Benevento".

11-11-11, BENEVENTO IN PIAZZA
11-11-11 non è un tormentone, ma la data che vedrà protagonista anche Benevento in occasione di Occupy, la giornata mondiale lanciata dagli occupanti di Wall Street negli USA. 11 novembre 2011 dunque, con concentramento previsto alle 9 da Piazza Risorgimento. "Occupy - ci ha spiegato Angelo, uno dei ragazzi che abbiamo incontrato all'Asilo 31 di via Firenze - è una giornata di mobilitazione mondiale lanciata dagli occupanti di Zuccotti Park a Wall Street il prossimo 11 Novembre per ribadire il proprio sdegno nei confronti di una crisi economica globale provocata da pochi esponenti dell'alta finanza e che si abbatte sui cittadini in forma di debito pubblico e impoverimento generalizzato". Una grande protesta insomma, che arriva subito dopo la discussa manifestazione di Roma dello scorso 15 ottobre. Alessandro, che a Roma era presente, ha le idee chiare al riguardo: "Dopo Roma la situazione era troppo confusa - ci spiega - ed il nostro compito è quello di fare chiarezza. La stampa nazionale ha sbattuto nelle prime pagine solo una parte di quello che è successo alla manifestazione ignorando quasi del tutto la stragrande maggioranza del corteo che era lì per gridare tutta l'indignazione verso un sistema economico e politico che ha fallito del tutto". Alessandro è sicuro di una cosa: "Il movimento non è di certo uscito indebolito da quella giornata. Ci sono stati dei tentativi evidenti ma, dopo un momento di confusione comprensibile, ci siamo ritrovati compatti e pronti a scendere in piazza per manifestare". Occupy prevede anche la cosidetta "acampada" riprendendo la forma di protesta degli indignados spagnoli che, lo scorso maggio, hanno pacificamente occupato le principali piazze delle città (memorabile a Madrid è stata l'acampada di Puerta del Sol o, a Barcellona quella di Plaza Catalunya): un sit-in permanente con centinaia di giovani e non accampati fino al termine delle elezioni amministrative spagnole. In Italia, al momento, non ci sono le elezioni in vista, ma la voglia di protestare è tanta e supera i confini meramente politici: "Sperimentiamo questa forma nuova di ribellarsi - hanno poi aggiunto Angelo e Domenico - andiamo oltre al semplice e tradizionale corteo che, in una città piccola come Benevento, può essere letto come un pretesto per non andare a scuola. La crisi economica invece, ci impone di fare sul serio e, per questo motivo, vogliamo creare questo momento di incontro e confronto aperto a tutta la cittadinanza sannita". Si tratta di una sorta di esperimento di democrazia partecipata: "Noi vogliamo proporre un modello di società diversa - ha sostenuto Angelo - che non deve fermarsi alla critica delle cose ma deve proporre e sviluppare idee concrete ed alternative per combattere la crisi. Una forza costruttiva dunque che non vuole solo gridare e basta, ma far capire ai cittadini che un altro mondo è possibile".
GRUPPI TEMATICI E "ACAMPADA"
La giornata si aprirà con un corteo, in partenza da Piazza Risorgimento alle ore 9, che attraverserà le vie cittadine. Subito dopo la manifestazione proseguirà in una piazza del centro storico di Benevento con un "acampada" durante la quale verranno allestiti diversi gruppi di discussione e approfondimento su tematiche relative alle problematiche della nostra società. Per ora sono stati definiti tre gruppi tematici: uno sulla "controriforma scolastica" circa le proposte degli studenti per il miglioramento dell'intero sistema scolastico, uno sulla questione riguardante l'imminente costruzione della Centrale Turbogas di Ponte Valentino e un terzo sulle cause e le dinamiche che hanno generato la crisi economica attuale: "I gruppi tematici possono anche essere modificati - hanno aggiunto i ragazzi del L@p Asilo 31- dipende dall'evolversi della situazione e da altri fattori organizzativi visto che siamo ancora in pieno allestimento con il programma della giornata". Il Comitato infatti, intende coinvolgere l'intera comunità ed auspica una massiccia partecipazione da parte dei beneventani: "Per ora hanno aderito alla protesta diverse associazioni studentesche, il gruppo Rdb ed altre realtà del mondo dei lavoratori. Ci sarà anche la Solot che ha garantito la sua presenza in piazza con un'iniziativa artistica ma contiamo di averte tante altre adesioni dal mondo politico, sociale ed artistico".
"UNA CRISI CHE I NOSTRI FIGLI STUDIERANNO SUI LIBRI DI STORIA"
"Sentiamo la crisi sulla nostra pelle - ci confidano i ragazzi - e non possiamo permetterci il lusso di stare a guardare". In una città piccola come Benevento, molto spesso l'insoddisfazione e la voglia di andar via è maggiore, specialmente per i più giovani: "Ho 23 anni e sono disoccupato - ci riferisce Alessandro - ed osservo che in questa città la voglia di andare via è tanta. Molti miei coetanei si sentono sfiduciati e puntano l'orizzonte altrove. Non c'è lavoro, ma solo sfiducia. Nonostante questo credo che bisogna restare qui e provare a cambiare le cose senza farsi prendere dalla voglia di buttare tutto via ed emigrare". La maggior parte dei ragazzi seduti al tavolo sono studenti universitari, o liceali che annusano il disagio di un cambiamento imminente, come Angelo: "Questa crisi è stata provocata dal fallimento del sistema economico attuale ma, in Italia tutto questo è amplificato per le nefandezze governative. Le nuove generazioni studieranno sui libri di storia questa crisi che stiamo vivendo, proprio come noi oggi studiamo quella che colpì l'Italia nel Novecento. Il nostro errore è stato quello di voler impoverire l'istruzione: siamo l'unico Paese che ha tagliato selvaggiamente sulla scuola e l'università". Il fallimento interessa anche l'ambiente, come sostiene Angela: "Il modello capitalista è fallito, l'economia ambientale basata sulla dipendenza dal carbone fossile ha danneggiato molto. Fukushima è solo l'ultimo grave esempio".
L'INVERNO CALDO DELLE SCUOLE ITALIANE
La manifestazione dell'11 novembre avrà un seguito, di questo sono sicuri i ragazzi dell'Asilo 31: "Già il 17 novembre, in occasione della Giornata Mondiale dello Studente torneremo a far sentire la nostra voce - ha detto Alessandro - abbiamo già dei calendari stabiliti su come muoverci". Una linea che potrebbe portare alle occupazioni scolastiche come è successo lo scorso anno in occasione delle proteste per la riforma Gelmini: "Non è detto - ha affermato Pasquale - ora concentriamoci su questo esperimento di democrazia reale: vediamo se funziona, poi decideranno gli studenti quale forma di protesta adottare. Non bisogna per forza occupare i licei, ci sono svariate azioni alternative. La cosa importante è che noi ci metteremo la faccia e dimostreremo, a partire dall'11 novembre, che il sistema capitalistico si può sostituire in maniera concreta". La conclusione ad Angelo: "Stavolta non è una protesta contro questa o quella riforma scolastica. Siamo dinanzi ad un'onda diversa rispetto a quelle degli autunni passati: non vogliamo ripetere gli stessi errori dove tutto finisce alle porte della sosta natalizia. Le assemblee pomeridiane che stiamo tenendo in questi giorni sono la dimostrazione tangibile che non ci interessa perdere giorni di scuola. La posta in palio è alta ed anche noi intendiamo fare la nostra parte".

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