
Nostro servizio - Non bisogna promettere mai, se non si è sicuri di mantenere. Questo vecchio
adagio pare che non sia stato fatto proprio dal Comune di Benevento e dal locale Istituto Autonomo per le Case Popolari. L’8 gennaio 2009, annunciarono con enfasi che sarebbero stati costruiti nel capoluogo 300 alloggi a edilizia agevolata. Ora pare che tali, future case siano diventate una settantina, semmai si edificheranno. Usiamo i dubitativi perché alle certe doglianze e censure di ieri dei sindacati degli inquilini e dei prenotatari, nonché alle precedenti, esiziali e disarmanti considerazioni del funzionario responsabile del procedimento del Settore Urbanistica del Comune emerse stamane, fanno ora da parziale contraltare le frasi dell’assessore comunale all’Urbanistica che è intervenuto per fronteggiare le critiche e tenere accesa la speranza di poter aver questo bene primario.
Andiamo per ordine.
Ieri, la denuncia di Sunia e Apu: la promessa dei nuovi 300 alloggi fatta da Comune e Iacp era un bluff. I sindacalisti l’avrebbero saputo dal presidente facente funzione dell’Iacp, Vincenzo Nicolella, lo scorso 9 febbraio, nel corso della riunione dell’Osservatorio Comunale sulla Casa. “Il Mattino” odierno, invece, riporta in sintesi le conclusioni, sulla vicenda, di una relazione scritta da Rosalba Orlacchio, responsabile del procedimento per il Comune di Benevento: «In nessun articolo della legge n. 16 del 2004 è scritto che l’Iacp può procedere alla realizzazione della pianificazione urbanistica al posto del Comune (il progetto andrebbe in deroga al Prg), per cui si restituisce l’incartamento per improcedibilità». Orlacchio l’ha inviata al dirigente del settore Urbanistica, Salvatore Zotti, motivando l’esito negativo dell’incarico affidatole. Ciò, dopo avergli ricordato che il dirigente che l’aveva preceduto, Silvio Ferrara, le aveva nel frattempo chiesto di non istruire la pratica, in quanto sarebbero sorti dei problemi legati alla proprietà Barretta e, da quel momento, nulla le era stato più detto”. “Ancor prima – continua l’articolista del Mattino -, con nota del 9 dicembre 2008, Ferrara scriveva all’Iacp ricordando, invece, all’Istituto di poter procedere direttamente alla progettazione in quanto le aree interessate dall’intervento edificatorio erano state già assegnate dal Comune con apposito decreto risalente al 1992”.
Un bel buco nell’acqua alle trepidanti attese dei 300 prenotatari che avevano già versato cinquemila euro per il bramato appartamento, nella Benevento dai prezzi per gli immobili molto costosi. Dopo l’annuncio di oltre un anno fa, non pochi problemi ci sono stati Iacp e Comune, per la individuazione delle aree per l’edificazione e il rilascio dei permessi a costruire. Poi la doccia fredda. Secondo Sunia e Apu, Nicolella ha detto loro che quelle 300 case saranno 72 alloggi, al più diventare 150. Per i sindacati, insomma, “alla fine tutto il "can can" si è rivelato solo una autentica e cinica beffa, combinata da Comune e Iacp sulla pelle di tante famiglie che, con fiducia, avevano partecipato oltre due anni fa al pre-bando, sborsando i 5000 euro richiesti dall’Iacp che, unico in Italia, aveva preteso tale somma come condizione di partecipazione”.
Non si è fatta attendere la risposta del Comune, tramite l’assessore all’Urbanistica Angelo Miceli. Per l’Iacp bisognerà attendere qualche giorno, almeno l’inesediamento del nuovo presidente, Nino Del Vecchio, nominato dalla Giunta Regionale solo sabato scorso. "Premetto – scrive Miceli in una nota al riguardo - che l’istruttoria dell’architetto Rosalba Orlacchio è un atto interno e non rappresenta una definitiva determinazione del settore urbanistica del Comune. In ogni caso le argomentazioni ivi contenute appaiono irrilevanti ai fini del buon esito del programma costruttivo di edilizia agevolata proposto dall’Iacp. Tuttavia è il caso di precisare che i tecnici del comune stanno lavorando alacremente in intesa con l’Iacp al fine di procedere nel modo più breve ed efficace.
Ed invero la redazione della variante al Piano di Zona di Capodimonte, questa sì rimessa alla competenza comunale, ha subito criticità derivanti dalla complessità delle procedure soprattutto per la VAS (Valutazione Ambientale Strategica), procedimento di competenza regionale. Tanto ne è prova di questo ostacolo che la stessa Giunta Regionale, per sfoltire i numerosissimi procedimenti, nel gennaio 2010 ha deliberato un regolamento per semplificare la materia e, quindi, per dare risposta agli innumerevoli procedimenti giacenti presso la Regione stessa. A oggi, in seguito a uno studio approfondito del citato regolamento, si è potuto accertare che la proposta dell’Iacp non rientra nei casi individuati dalla semplificazione, per cui i tecnici comunali hanno già elaborato una proposta alternativa di variante che possa rientrare nei casi di semplificazione, sicuramente riduttiva rispetto alla proposta originaria dei 300 alloggi, ma sicuramente superiore ai circa 70 alloggi già muniti di finanziamento regionale per l’acquisto”.
Miceli quindi dà la colpa alle lentezze e alla farraginosa burocrazia napoletana, poi aggiunge che il rimedio tardivo dalla Regione comunque non salva l’ipotesi originaria dei 300 alloggi a Capodimonte, ma che il Comune sta rimediando e che tale rimedio darà un numerò di alloggi superiori a 72, già finanziati. Quanti in più non lo dice.
“Come ho già precisato in sede di ‘Osservatorio sulla casa’ –continua Miceli - confido di porre all’attenzione della Giunta Comunale, entro fine mese, la proposta di variante al Piano di Zona Capodimonte. E’ bene ancora una volta precisare che la disponibilità del Comune, oltre ad essere stata massima, è stata sicuramente scevra da qualsiasi condizionamento come taluni vorrebbero fare apparire. In verità siamo costretti a procedure complicate perché il Piano Regolatore Generale vigente non declina più possibilità alcuna per tali tipi di edilizia
Infine, ribadisco come, in ordine al disagio abitativo pubblico sempre più crescente, l’Amministrazione del sindaco Fausto Pepe e la struttura tecnica del Comune hanno già affrontato e risolto questioni pregresse e gravi come gli interventi di edilizia sovvenzionata e ne stanno risolvendo altre con celerità e competenza, di cui se ne darà notizia nelle prossime settimane".
In attesa di uno sbocco positivo, pesano come macigni le domande poste ieri da Sunia e Apu, solo in minima parte chiarite da Miceli, e in attesa delle giustificazioni dell’Iacp. Eccole: “Come mai, constatato che son passati oltre due anni dal pre-bando e oltre un anno dallo scorso gennaio 2009, i vertici dello Iacp non hanno sentito prima il bisogno di parlare chiaramente ai cittadini? Come mai non è stato emesso subito il bando per individuare per tempo i primi 72 aventi diritto ai contributi ed evitare inutili illusioni agli altri? Come mai non hanno restituito prima le somme incassate? Forse nella speranza che nel silenzio i prenotatari si scoraggiassero man mano e si allontanassero? Dove è finito il progetto tanto decantato e super presentato a Palazzo Paolo V? Dove sono gli interessi sul capitale versato dai cittadini? Dove sono finiti i paladini che in Consiglio Comunale si batterono per l’individuazione delle aree per i trecento alloggi di Capodimonte? A Nino Del Vecchio rivolgiamo l’ultima domanda: “Sappiamo che non ha ancora potuto insediarsi nella carica,ma vorremmo sapere che cosa pensa di questa vicenda e come opererà?".