09/01/2012 :: 12:33:18

Abbate: 'Non ho scoperchiato un pentolone, nulla di strano se dico che ci sono indagini in corso'


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Il giuramento del sindaco Fausto Pepe
Il giuramento del sindaco Fausto Pepe

La storia delle dichiarazioni, rese fuori dai denti da alcuni degli esponenti di punta della giunta Pepe, si intreccia con quella delle tensioni che da mesi attraversano il centrosinistra beneventano. Non contenti dell’appagante performance elettorale che ha consegnato al Pd il riconoscimento di un (quasi) monocolore a Palazzo Mosti, alcuni rappresentanti di maggioranza si concedono uscite sorprendenti, indice, forse, di un nervosismo latente, non si sa ancora bene riconducibile a cosa. Questa volta, ad accendere la miccia, involontariamente, è l’assessore all’Ambiente, Gino Abbate, quando fa sapere a tutti che le società cooperative che hanno lavorato in questi anni per conto del Comune sono finite sotto la lente d’ingrandimento della Procura locale. Di voci se ne erano sentite negli ultimi tempi. Mezze parole, accuse serpeggianti, nulla da poter dire a gran voce, non almeno senza un minimo elemento di ufficialità. Ma se le ‘chiacchiere’ si trasformano in dichiarazioni di un esponente della maggioranza, per di più uomo di governo in città, seppure con modalità insolite, non si può rimanere sordi. Ci si sarebbe attesi, a questo punto, gioco facile da parte della minoranza su temi di sicura presa sull’opinione pubblica. E invece niente. L’unico intervento che si registra dai banchi dell’opposizione è quello di Enzo Lauro, consigliere comunale del Pdl e vice presidente del Consiglio comunale, carica guadagnata a fatica, non prima di essere stato accusato, lui e il suo partito, di consociativismo con il Pd e Fausto Pepe, dai colleghi del Pit. E' stato proprio Lauro a dichiarare che no, “non è possibile che di alcuni argomenti, spesso molto importanti, non si discuta nell’Assemblea comunale. Bisogna ridare centralità al Consiglio e riflettere in esso sulle dinamiche amministrative. Per cui, alla luce dei tanti botta e risposta di cui sono stati protagonisti i consiglieri Damiano e Castiello, l’assessore Abbate e finanche il sindaco Pepe, è opportuno che si discuta di ciò in Consiglio comunale”. L’auspicio potrebbe essere di non facile realizzazione, se si considera che in molti, primo fra tutti Aldo Damiano, sono impegnati da tempo nella ricerca della perduta dignità del Consiglio. Misurata, almeno verso l’esterno, la reazione del primo cittadino all’uscita del suo assessore. Pepe ha ammesso che sono stati acquisiti documenti da parte della Procura, ma che tra questi ce ne sarebbero anche alcuni prodotti da precedenti amministrazioni. Per il resto, bocca cucita: c’è il segreto istruttorio. Pare, comunque, che il sindaco non abbia gradito l’intervento di Abbate e che non ne abbia compreso la necessità. Sorpreso e quasi infastidito da tutto questo clamore mediatico è il diretto interessato. Al Quaderno.it, l’assessore all’Ambiente dichiara di non comprendere lo stupore generale sul riferimento all’indagine della Procura: “Non c’è stata alcuna azione scorretta da parte mia, né sulla vicenda delle cooperative, né su altre questioni. Ho commentato l’intervento di Aldo Damiano, ritenendo di dover chiarire una questione sulla quale ero stato chiamato in causa. Su materie delicate come il lavoro e il disagio sociale bisogna stare molto attenti”. Sotto accusa, per Abbate, ci sarebbe la volontà da parte di qualcuno di voler trovare un colpevole a tutti i costi: “Chi lancia certi messaggi può lasciar intendere che io stia facendo qualcosa che va aldilà del bene pubblico e, invece, non è così”. Un intento chiarificatore, dunque, senza nessun secondo fine: “Il problema è che mancano le idee ed è così che nascono le polemiche. Non ho scoperchiato nessun pentolone. Non è un’eresia dire che ci sono delle indagini in corso”. Abbate non riesce a spiegarsi perché, all’indomani di importanti risultati raggiunti dall’amministrazione comunale ci siano così tante fibrillazioni. “Mi pare che ci sia un'epidemia di tafazzite (Tafazzi è il personaggio creato da Aldo, Giovanni e Giacomo, famoso per il suo masochismo, ndr). Quello che vorrei sottolineare è che faremo di tutto per salvaguardare i lavoratori delle cooperative, ma qualcuno ha voluto enfatizzare altri aspetti creando il polverone”. E in conclusione, l’annuncio: “Il mio mandato è a disposizione del sindaco, se qualcosa non va sono pronto a lasciare”. Dopo tutto, Abbate ha dimostrato in passato di avere le dimissioni facili. Ne ha collezionate diverse, da consigliere comunale, provinciale e da presidente di Sannio Europa. Allo stesso tempo chiarisce: “La cosa non dovrebbe valere solo per me, ma per tutto il resto della giunta: non ci sono posizioni cementate”.
Laura De Figlio

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