
Ripartire da zero, o quasi. La decisione del Governo Monti di diminuire le competenze alle province è stato davvero un duro colpo per il loro futuro lavorativo. Stiamo parlando dei lavoratori ex consorzi (attualmente sono 124 numero che ci è stato confermato dai rappresentati del comitato di lotta) costretti ancora una volta ad avere a che fare con un futuro a tinte fosche. Da 18 mesi senza stipendio, dopo il crack dei tre consorzi sanniti ora in mano ai commissari liquidatori, i lavoratori avevano affidato tutte le loro speranze nel piano provinciale dei rifiuti coordinato dalla Samte. Era il mese di agosto, quando i lavoratori inscenavano proteste eclatanti per far valere i loro diritti: poi la decisione dell'allora commissario della Samte (società partecipata della Provincia di Benevento) Luigi Diego Perifano, di assumere l'intero blocco di lavoratori dal 1 gennaio 2012. In attesa di "resistere" fino al termine del 2011 i lavoratori hanno combattuto per vedersi riconosciuta la Cassa Integrazione ed avevano strappato dall'assessorato regionale un progetto che li vedeva impegnati per quattro mesi presso alcuni comuni del Sannio per l'implemento della raccolta differenziata. Era il mese di settembre: a distanza di quattro mesi la loro situazione è mutata. Profondamente ed ancora una volta in negativo. Ultimo capitolo in ordine cronologico di questa incredibile vicenda è avvenuta in serata a Palazzo Mosti dove i lavoratori avevano convocato un'assemblea informativa ed invitato tutta la deputazione sannita, nazionale, regionale, provinciale e cittadina. Al tavolo però si sono presentati solo i rappresentanti del Partito Democratico: il sindaco ed il vicesindaco della città Fausto Pepe e Raffaele Del Vecchio, il parlamentare Costantino Boffa, il consigliere regionale Umberto del Basso de Caro e a questi va aggiunto l'assessore provinciale all'ambiente Gianluca Aceto. Assenti tutti gli altri anche se Pasquale Viespoli e Sandra Lonardo hanno giustificato la loro assenza ai rappresentanti del comitato.
ADDIO SAMTE, SI PUNTA ALL'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
I rappresentanti del Pd ed Aceto hanno tirato dritto: "Noi siamo qui - ha spiegato Boffa ai lavoratori - ma appare evidente che lavoreremo in concerto senza distinzione alcuna di colore politico per risolvere questa delicata questione". Di impresa infatti si tratta: il nodo è da sciogliere alla Regione Campania che per quanto riguarda la Cig ad esempio, non si è mai presentata ai tavoli convocati presso l'Ufficio del Lavoro "e mai lo farà" ha aggiunto De Caro. In sostanza da Napoli attendono verdetti dal Tar per muoversi in questa direzione, diversamente se ne staranno buoni a casa. La decisione del governo nazionale di abolire l'azione delle Province è stato un danno incredibile per i lavoratori ex consorzi (unico caso in Italia). Non è scorretto affermare che questi 124 operai sono ostaggio di un contratto di lavoro che nella sostanza non c'è: non possono essere licenziati dai commissari liquidatori ma allo stesso tempo non possono essere assunti da un altro ente (come la Provincia ad esempio) che non ha i fondi per garantire a loro gli stipendi come ha ricordato in assemblea lo stesso De Caro. L'unica soluzione è pressare la Regione Campania, ma non partendo da Napoli, ma da Roma come ha suggerito lo stesso Boffa: "Mi farò garante e promotore - ha spiegato ai lavoratori - di promuovere un'interrogazione parlamentare sulla questione. Nella giornata di domani o al massimo lunedì contatterò tutti i parlamentari sanniti in modo da presentarci compatti e senza distinzione di colori politici dal sottosegretario al Welfare. La finalità di questo piano è provare a "forzare" la Regione Campania che è l'unica vera pedina che può risolvere la questione". Anche De Caro è stato molto diretto: "Questa è una situazione che presenta incredibili anomalie - ha ammesso ai presenti - ma se facciamo sinergia possiamo avere ragione. Io da solo non posso fare miracoli, voglio essere sincero. Contatterò personalmente Luca Colasanto e Sandra Lonardo: il rappresentante del Pdl è il presidente della Commissione Ambiente ed è un sannita e questo è un bene per la nostra battaglia. Può essere davvero molto utile il suo ruolo". Anche Aceto si è detto rammaricato del fallimento del progetto Samte ma ha respinto le accuse: "Come Provincia abbiamo fatto il possibile e ci siamo impegnati da subito per risolvere la questione. Il problema è che da Roma hanno cambiato continuamente le carte in tavola. A questo bisogna aggiungere che le azioni di alcuni sindacati rivolte al Giudice del Lavoro (Aceto si riferisce ai tre lavoratori che hanno intrapreso le vie legali nei confronti della Regione Campania) hanno complicato e non poco la situazione. Da Napoli si sono irrigiditi ulteriormente". Anche il sindaco di Benevento Fausto Pepe ha rimarcato i continui cambi di rotta del governo, rammaricandosi per la non riuscita del progetto Samte: "La Provincia - ha dichiarato ai lavoratori - vi aveva inserito con bandi specifici che vi tutelavano nel progetto Samte ma ora dobbiamo ripartire daccapo".
PROLUNGAMENTO DEL PROGETTO REGIONALE, ELIMINAZIONE DELLE COOPERATIVE NEI COMUNI SANNITI
"Dobbiamo chiedere il prolungamento del progetto regionale che vede i lavoratori ex consorzi impegnati per quattro mesi presso alcuni comuni sanniti, almeno fino al 31 dicembre 2012. Lo dobbiamo chiedere energicamente alla Regione Campania". Il sindaco Pepe ha provato a smussare i toni della polemica per rilanciare nuove iniziative: "Come Comune siamo costretti a tenere chiuso l'unico impianto a freddo della Campania, l'ex laser, che con una spesa di 800mila euro può diventare operativo da subito. In questo caso come Comune abbiamo la possibilità di assumere da subito 15-18 lavoratori ex consorzi. Non è una soluzione per tutti ma è già un posto sicuro per una minoranza". Ma il compito più importante secondo il primo cittadino è quello delle cooperative sociali utlilizzate per la raccolta differenziata dalla stragrande maggioranza dei comuni sanniti che blocca di fatto tutta la questione: "I sindaci non possono continuara a lavorare nella raccolta differenziata con personale delle cooperative. Non sono attrezzati per la raccolta del porta a porta, non sono "Federambiente" e vengono sottopagati. A Benevento con l'Asia questo non succede. I cittadini beneventani pagano tantissimo di Tarsu, negli altri comuni di meno perchè usano questo sistema offensivo nei confronti dei lavoratori e dei loro diritti. Non sono operai specializzati ed io, in qualità di delegato dell'Anci, mi farò promotore di questa azione". Idea che ha trovato concorde la maggioranza dei lavoratori in assemblea. Sul progetto regionale anche Aceto ha puntualizzato che la situazione è più scorrevole: "Entro lunedì - ha aggiunto - la delibera verrà pubblicata e la convenzione dovrebbe essere firmata subito dopo. Restano i problemi della tempistica e della liquidità (arriverà solo l'8% dei due milioni e 300mila euro del progetto regionale).
ARIA TESA E QUALCHE SPINTONE CON L'INVITO A FAR PRESTO
I lavoratori ex consorzi sono senza stipendio da 18 mesi. Inevitabile nella seduta di Palazzo Mosti qualche screzio interno al gruppo: dalle parole grosse però si è volato a qualche spintone di troppo lungo la scalinata principale di Palazzo Mosti: "Questa tensione è comunque giustificata - ha voluto affermare De Caro - la politica davanti a questo ha il compito di fare il massimo". Battibecchi e scambi d'accuse anche tra il consigliere comunale dell'Udeur Luigi Ambrosone e la rappresentante del "Lap Asilo 31" Daniela Basile che era presente all'incontro: la Basile ha accusato la politica di meno passerella e più incisività perchè "nel concreto non si è fatto ancora nulla e dare dei meriti a questo o quel politico per qualcosa di effimero è ridicolo". Ambrosone si è sentito chiamato in causa ed ha replicato: "Il mio è sempre stato impegno disinteressato per quanto riguarda l'avvio del progetto regionale, non accetto nessun tipo di demagogia". Nervi tesi insomma, mentre passa altro tempo prezioso e bisogna ricominicare tutto daccapo: "Voi avete chiesto del tempo per organizzarci la lotta - ha sostenuto in conclusione uno dei lavoratori - ma noi non abbiamo più tempo. Ci stiamo indebitando, abbiamo sempre lavorato come cittadini onesti: dovete fare presto, non sappiamo più cosa inventarci per andare avanti".
Gaetano Vessichelli