
E’ stato dopo aver mosso i primi passi verso il pianoforte come autodidatta che il sassofonista Andrea Verlingieri (classe 1985) ha deciso di voler sapere di più di questo mondo eclettico ed affascinante che è la musica. Perché proprio il sax? “Beh, perché mi è piaciuto troppo e subito, perché ha un suono unico, perché (come disse un mio amico) non sono stato io a scegliere lui, ma lui a scegliere me!”.
A quattordici anni Andrea comincia gli studi di sax presso il Conservatorio della nostra città, sotto la guida del M° Maria Pazienza e non passano molti anni prima di quella che egli stesso definisce “una svolta”.
“Quando ho cominciato a collaborare con l’orchestra jazz del conservatorio in qualità di sax baritono e primo tenore,” ci racconta Andrea, “ho avuto il piacere di conoscere molti bravi musicisti come Sergio di Natale, Alessandro Tedesco, Gianluca Grasso e Vincenzo Saetta, ed è proprio con quest’ultimo che ho subito iniziato a studiare Jazz, improvvisazione, analisi armonica ed ear-training”.
Per dirlo con le parole del giovane sassofonista, “il jazz è davvero tutta un’altra musica!” e quella con l’orchestra diretta dal M° Aldo Bassi non è che la prima fra le molteplici esperienze jazzistiche di Verlingieri. Dopo la vittoria di due audizioni al Saint Louis Music College di Roma relative all'orchestra di musical diretta dal M° R. Biseo e all'orchestra Jazz, latin, funky diretta dal M° Antonio Solimene, ha partecipato a vari festival di musica jazz, e nel 2008 si è diplomato in Sax presso il conservatorio nostrano.
E’ da allora che il giovane musicista associa all’attività concertistica quella didattica, insegnando sassofono presso diverse scuole di musica Romane, come “SuonareSuonare" a Ostia Antica (Roma), "Forum Musica" a Ciampino, e “PegasoProgettoSuono” a Roma. “L’attività artistica e quella didattica sono due cose ben distinte,” ci spiega Verlingieri, “ma non tanto distanti. La quasi totalità dei musicisti prima o poi si trova a contatto con questa dura scelta: l’una, l’altra o entrambe? Io ho scelto l’ultima opzione, riservandomi però di dedicare la maggior parte delle mie ore allo studio ed all’attività artistica, ritagliando piccoli spazi per l’insegnamento. Secondo me nessuna delle due è più stimolante dell’altra, richiedono entrambe un grande impegno e tanta responsabilità. L’importante è capire che sia con l’una che con l’altra si può crescere e far crescere, non solo come musicisti, ma come uomini, come individui che usano la musica come strumento per migliorare, superare i propri limiti e per avvicinarsi a qualcosa di più grande”.
Determinato, Andrea Verlingieri, che durante l’anno appena giunto ha portato a casa tre entusiasmanti esperienze artistiche. In primis la registrazione con la S. Louis Big Band del cd “Live in studio”, partecipando con la stessa alle riprese della docufiction “Dietro al Colosseo c’ è Monti” del grande regista Mario Monicelli, in seguito la partecipazione come solista alla trasmissione RAI “Premio Roma 2009”, accompagnando l’attrice Piera degli Esposti, e la frequenza dei seminari di Umbria Jazz con i docenti americani della Berklee School.
Alla domanda quale sia la più grande soddisfazione avuta finora, Verlingieri non ha dubbi. “La cosa più bella è alzarmi tutte le mattine pensando di avercela fatta. Non nel senso di essere diventato qualcuno, o di aver fatto qualcosa di tanto importante, assolutamente… ma nel senso di aver avuto il coraggio di scegliere di fare quello che voglio, cioè il musicista. Ed è a questo primo confortante pensiero che si sommano le piccole – grandi soddisfazioni che ho quando scendo dal palco sereno per aver trasmesso qualcosa e aver dato il mio piccolo contributo alla musica”.
E ora? “I progetti sono tanti”, ci dice Andrea. “A breve nella capitale sarà presentato un disco inciso dall’Enrico Olivanti 5et, gruppo di cui faccio parte, formato da bravissimi musicisti con il quale abbiamo vinto, classificandoci al primo posto, il concorso Jam Session (Marino Laziale, Roma)”. Non male davvero. Soprattutto se a ciò si aggiungono la Big Band del S. Louis e un altro quintetto jazz, il Dora Sisti Quintet, creato dalla cantante abruzzese, con il quale Verlingieri aprirà il concerto di Max Ionata e Lorenzo Tucci il 30 gennaio ad Atessa. “Insomma di cose belle ce ne sono, e sono molto contento per questo. Come dico sempre, è meglio fare che non fare. Anche se facendo tanto a volte si può sbagliare. Fare del proprio meglio, con l’impegno giusto, cercando di migliorare ogni giorno portando avanti le proprie idee con la giusta umiltà, vuol dire già essere sulla buona strada. Vuol dire fare musica!”
Il sogno più grande del giovane musicista? “Può sembrare strano ma il mio obbiettivo non è diventare il sassofonista più bravo d’Italia o calcare i più grandi palcoscenici...” Ovviamente, come lo stesso Andrea sottolinea, se si dovesse presentare l’occasione non si tirerebbe indietro, ma il suo vero sogno è un altro. “Voglio vivere facendo il musicista, il sassofonista, cercando di dare in ogni occasione il mio piccolo contributo a servizio di questa straordinaria forma d’arte”.
Senza dubbio la strada è quella giusta. Ad maiora!
Link: www.myspace.com/andreaverl
Carlotta Nobile