
Il segretario provinciale del Sunia, Giuseppe Falzarano, e il coordinatrore provinciale dell’Apu, Paolo Iorio, hanno inviato una lunga nota di censura alla recente misura governativa, in materia di casa, detta cedolare secca, cioè, una tassazione fissa sui canoni di locazione percepiti dai proprietari di casa a prescindere dal loro reddito. Tale sseclta per le due associazioni è iniqua e velleitaria: “Le aliquote individuate del 25% dal Governo Berlusconi per il contratto a canone libero e del 20% per quello a canone concordato, sono assurde, se confrontate con le aliquote delle rendite finanziarie, e decisamente più alte dell’attuale tassazione almeno per tutti i redditi medio bassi. Ma quello che è gravissimo è che si restringe ulteriormente il margine di convenienza fiscale per chi, tra i proprietari, dovrebbe decidere di affittare con il canone calmierato.
Insomma il Governo sceglie volutamente la strada di abbandonare a se stesso e alla deriva quel po’ che sopravviveva di calmierazione dei canoni di affitto col canale concordato… Il dato sociale è certo e inequivocabile: il provvedimento colpisce le fasce di reddito medio basse sia dei proprietari che degli inquilini. Per questi poi seguita ad essere ignorato l’aspetto fondamentale che solo può riportare alla legalità i contratti ed alleviare il peso dell’affitto: la deducibilità del canone dal reddito per chi abita in affitto, che oggi è a livelli ridicoli e ben lontani dal beneficio costituito dall’esenzione ICI per chi abita in proprietà.
Lo stesso Governo sembra non credere alla sua misura e la rende di fatto opzionale! Non si colpisce così l’evasione, e al più si faranno ulteriori regali ai proprietari più ricchi ! La penalizzazione poi del contratto concordato, produrrà inevitabilmente l’ulteriore aumento dei livelli già insopportabili a cui sono giunti gli affitti”.