
Nostro servizio - Quel che stupisce in questo “affaire-AMTS”, esploso in pieno agosto, quando in genere l'attenzione della pubblica opinione è ai livelli minimi, è il silenzio di chi amministra la città di Benevento e l'Azienda per i Trasporti cittadini di Via Santa Colomba. Noi che scriviamo online, abbiamo la possibilità di monitorare, in tempo reale, l'interesse che una notizia riscuote. E questa della gradutoria dell'Azienda Mobilità Trasporti Sannio, a dispetto del calendario, è molto alta. Perché non tutti, di questi tempi, si sono potuti permettere di andare in villeggiatura, perché molti, con il telefonino, le notizie da Benevento le possono leggere ovunque si trovino. E soprattutto perché in ballo ci sono posti di lavoro e qui il lavoro manca a tantissimi.
Ebbene, approvata la graduatoria, ventilate le 13 assunzioni, l'opposizione ha tuonato, il caso è esploso. In più d'uno ha rilanciato le accuse e uno stop dal Comune, se non alla graduatoria, alla tempistica delle prime assunzioni pare proprio giunto. Ma a porre l'alt sono stati due dirigenti del Comune. I vertici di Palazzo Mosti e dell'Azienda tacciono e fanno molto male, con l'aria che tira. Enorme è stato l'impatto dell'accusa (da nessuno smentita) che troppi dei beneficiari di queste prossime assunzioni, a tempo indeterminato e part-time, siano figli, mogli o parenti di politici, funzionari o amministratori.
A giugno il bando dell'AMTS - presieduta da Claudio Mosè Principe, già assessore diessino al Lavori Pubblici dell'attuale Giunta di centrosinistra, ma poi dimessosi e quindi individuato per guidare i Trasporti Urbani – ha affidato a una società napoletana (la Studio Staff) il compito di stilare una graduatoria, sulla base di una selezione in base a titoli e prove, di personale qualificato cui attingere nei prossimi tre anni, con assunzioni a part-time a tempo indeterminato. La graduatoria di operatore qualificato d'ufficio stilata è stata approvata il 22 luglio dall'AMTS. Essa consta di 50 nomi, perché 28 - dei 78 cittadini che a giugno hanno risposto al bando per le selezioni – per la Studio Staff hanno invece riportato un esito negativo. Fatta la selezione, l'AMTS ha subito deciso di assumerne 13: i primi 8 in graduatoria dal 1° settembre 2010, i successivi 5, dal 15 ottobre 2010.
Saputasi la cosa, con la graduatoria pubblicata sul sito dell'AMTS, subito sono iniziate le proteste. Innanzitutto da parte di esponenti dell'opposizione: prima del consigliere comunale pidiellino Antonio Reale, poi del segretario provinciale della Destra Ciro Vallone. Ma la bordata più dura è arrivata dal vicecoordinatore provinciale del Popolo della libertà, Roberto Capezzone, che ha parlato esplicitamente delle troppe parentele o affinità nei primi posti della graduatoria, al punto da ipotizzare l'esistenza di una questione morale nel Comune di Benevento.
Poche ore e gli hanno fatto eco, l'ex assessore comunale Giuseppe De Lorenzo, dimessosi polemicamente lo scorso 2 aprile, il segretario cittadino di Rifondazione Comunista, Pasquale Basile, e infine, il Movimento Giovanile provinciale dell'Italia dei Valori, partito questo che, a differenza di tutti gli altri citati, è in maggioranza al Comune di Benevento. Pertanto, i giovani dipietristi hanno chiesto al proprio capogruppo, Luigi De Nigris, di intervenire, su una questione che, se sta come le accuse dicono, troppo urta con la fame di lavoro per tanti sanniti, soprattutto giovani.
Tutti gli intervenuti, comunque, chi più polemicamente chi meno, hanno chiesto al sindaco Fausto Pepe di fare chiarezza. Per ora, però, né lui, né altri da Palazzo Mosti hanno detto o opposto qualcosa alle censure.
Come scritto sopra, nell'esplodere delle critiche, due dirigenti di settore del Comune interessati dalle annunciate assunzioni dell'AMTS, Andrea Lanzalone (Finanze) e Umberto Maio (Personale), le hanno stoppate. Al Comune, infatti, spetta il nulla osta e, prima di farle attuare, deve fare opportuna verifica contabile. Tradotto: il Comune deve vedere se ci sono i soldi per pagare chi sarà chiamato all'AMTS.
Ognuno degli ipotizzati assunti, ha scritto oggi 'Il Mattino', costerebbe annualmente 22mila euro per un totale, annuo, di 286mila euro. Per i restanti mesi di questo 2010, però, il costo totale sarebbe di 86 mila euro, una spesa che, dicono all'AMTS, sarebbe coperta dal collocamento in pensione di vari dipendenti.
Non l'hanno pensata così Maio e Lanzalone: hanno, infatti, ricordato all'AMTS che il Comune ha deciso che, per ogni spesa a farsi nel 2010, prima della sua deliberazione, prioritaria è la verifica contabile, sia della parte dei costi in quota AMTS, sia per quelli in quota Palazzo Mosti. Da qui la richiesta dei due dirigenti, alla società presieduta da Claudio Mosè Principe, di posticipare le assunzioni, in attesa del controllo sulla sussistenza delle necessarie risorse finanziarie.
Una fermata, una sosta, insomma (in materia di trasporti urbani ci si può sbizzarrire), imposta dalla burocrazia. Qui però, a dispetto delle avvertenze dei memorabili cartelli dei vecchi autobus, è quanto mai urgente che a parlare siano i conducenti...
C.P.