
Lucio Lonardo, presidente ASIA Benevento è intervenuto per commentare gli atti vandalici in città. Tra le denunce che sempre più spesso vengono raccolte dalle forze dell’ordine c’è, ad esempio, l’incendio di cassonetti per rifiuti.
“È veramente mortificante – ha dichiarato oggi il presidente - dover stigmatizzare per l’ennesima volta il ripetersi di atti vandalici nei confronti dell’arredo urbano della nostra Città e questo lo dico non tanto come rappresentante legale dell’ASIA, quanto come semplice cittadino che ama la propria Città nonostante assista ad un progressivo degrado nell’indifferenza generale. Per anni ci siamo crogiolati nell’assunto che eravamo la Città più vivibile della Campania guardano realtà peggiori della nostra non certo quelle migliori.
Ah, il vecchio caro detto ‘guarda chi è meglio e te e facci a spesa’, e oggi rischiamo di divenire una piccola Scampia, basta leggere la cronaca di questi ultimi tempi: aumento delle incriminazioni per droga, stalking, incremento degli incendi arredo urbano e del deterioramento con scritte su monumenti e abitazioni, discariche abusive a cielo aperto in prossimità delle civiche abitazioni, un vero e proprio sfregio del territorio e un’ulteriore testimonianza dello scarso rispetto per gli altri.
E allora cosa dobbiamo pensare, che questi atti vandalici non siano altro che espressioni di risentimento, se non di odio verso una città che piace sempre meno e dalla quale si tende del resto a fuggire? Ci sono comunque percettibili segnali di inversione di tendenza: da un lato l’iniziativa privata (associazioni di via, di quartiere, urbane) ci si mobilita per recuperare (riqualificare, rivitalizzare) spazi pubblici emblematici e brani di abitato, rinfocolando l’interesse per una città più vivibile ed educando i cittadini alla cultura del bello; dall’altro l’iniziativa pubblica, cogliendo il rischio di una possibile esautorazione, comincia ad impegnarsi in interventi puntuali di riqualificazione urbana e di miglioria ambientale anche se spesso dobbiamo registrare defaiance tanto in merito alla flessibilità intesa come interpretazione al meglio delle esigenze dei cittadini nel momento in cui la pianificazione venga promossa, quanto nella certezza dell’attuazione intesa come terminale del processo decisionale integrato dell’Amministrazione Comunale”.
“Ma a questo punto – ha aggiunto Lonardo - tanto la pianificazione primaria o di indirizzo quanto quella derivata, specificativa, particolareggiata ed esecutiva, rischiano di naufragare per la mancata attuazione del piano di restauro ambientale di cui andrebbero definiti l’ambito operativo, i poteri di intervento, e di vincolo: in soldoni manca il controllo del territorio, e forse nella pubblica amministrazione oltre all’urbanista condotto, che avrebbe in affido l’intera città, andrebbe inserita la figura del tutore ambientale che potrebbe coordinare la forza pubblica, la protezione civile e gli eco volontari per la tutela del territorio affidandosi anche alla videosorveglianza, un po’ sull’esempio della City di Londra, perché altrimenti non ne usciamo.
Qui non solo non registriamo la certezza della pena ma neanche quella della sola notifica di reato! Noi cittadini dobbiamo fare la nostra parte essendo più collaborativi con gli organi di vigilanza, segnalando ma anche denunciando gli autori di qualsiasi atto vandalico perché la Città è patrimonio comune e tutti dobbiamo sentirci vigili di quartiere in pectore”.