
Il Consiglio di Stato ieri ha giudicato inammissibili gli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi autostradali in gestione Anas, decisi dal Governo e scattati lo scorso 1° luglio. Già diversi enti locali, come la provincia di Roma amministrata da Nicola Zingaretti (PD) e associazioni dei consumatori si erano rivolti al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) del Lazio che aveva decretato lo stop agli aumenti. Così come aveva fatto anche il Tar del Piemonte su ricorso della provincia di Torino.
Poi, la presidenza del Consiglio dei ministri aveva presentato un contro-ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar del Lazio, che ieri ha deciso, invece, per la sospensione dei rialzi. La sentenza, però, non si applicherà a tutto il territorio nazionale, ma solo nei singoli segmenti stradali degli enti territoriali che hanno presentato il ricorso: la Provincia di Roma, di Pescara e Rieti, e alcuni Comuni romani.
Tuttavia, l'Anas, già il 4 agosto, li aveva bloccati in tutta Italia. Ora rimane la questione di rimborsi che le associazioni dei consumatori cominciano a chiedere a gran voce. Così il presidente Anas: "Ogni decisione riguardante l'ipotizzato rimborso da parte di Anas dei pedaggi corrisposti durante il breve periodo di applicazione del Decreto Legge sarà assunta quando la Giustizia amministrativa si pronuncerà in via definitiva in merito al Decreto in discussione”.
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