Bucciano, spari contro un bar. Il titolare: "C'e' paura, si faccia presto"

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Bar Happy Days - Bucciano (foto di archivio)Bar Happy Days - Bucciano (foto di archivio)

Si tratta del terzo episodio in pochi giorni, indagano i Carabinieri. 

“È la terza volta in 15 giorni che qualcuno spara sul lato posteriore del bar, dove non ci sono telecamere. L’ultima volta spararono alle 22.30” confida a IlQuaderno.it il proprietario del bar Happy Days di Bucciano finito, negli ultimi giorni, al centro di alcuni atti criminosi è ancora tutti avvolti nel mistero. Già nel 2016, lo stesso esercizio commerciale aveva subito un atto incendiario che aveva distrutto parte del locale di via Provinciale con danni ingenti al gazebo che ospitava una sala internet. In fumo, in quell’occasione, andarono: 6 postazioni pc, 3 televisori, un tavolo da biliardo, l’impianto di condizionamento, il tetto in pvc, danneggiate anche alcune slot machine.

Lunedì notte, invece, l’ultimo episodio: “Sono subito uscito ed ho chiamato i Carabinieri di Montesarchio che sono arrivati sul posto e hanno preso le testimonianza dei presenti, adesso c’è paura”. Secondo una prima ricostruzione, erano da poco passate le 00.30, il locale era pieno e si ballava, all’improvviso si sono uditi alcuni colpi di pistola, probabilmente sparati in area. Il terzo episodio, come detto, in poco più di 15 giorni. Inutile dire dello spavento dei presenti, tra paura e fuggi fuggi generale.

“Abbiamo denunciato più volte l’accaduto – ha spiegato anche su Facebook il titolare – e appena ieri mattina siamo stati nuovamente in caserma. Speriamo che questa storia finisca al più presto e senza gravi conseguenze. La situazione sta scappando di mano a tutti e la giustizia sembra avere una lentezza enorme. Tuttavia abbiamo fiducia nella persona del comandate dei CC D’Onofrio, ma gli lancio questo appello: sbrigatevi o sarà troppo tardi. Noi più che fornire indizi validi non possiamo fare”.

Insomma, la preoccupazione cresce di pari passo alla paura e la spirale violenta che da tempo attanaglia Valle Caudina non accenna a diminuire. Un avvertimento? Un nuovo intimidatorio? L’ombra del racket? Domande alle quali dovranno dare risposte gli uomini dell’Arma.



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