
Tramite il presidente facente funzioni, Vincenzo Nicolella, l’Iacp di Benevento risponde, con una lunga e articolata nota che di seguito pubblichiamo, agli attacchi rivoltigli dal PDL e dalle altre formazioni di destra, nonché da alcune associazioni degli inquilini e dei prenotatari, per l’avvenuto ridimensionamento, se non la mancata attuazione, del programma di costruzione di 300 alloggi a edilizia residenziale in Contrada Capodimonte. Nicolella reagisce a quelle che chiama gravi strumentalizzazioni. Dice che fin quando il Comune di Benevento non concederà i suoli all’Istituto il programma edificatorio non potrà partire. Aggiunge che non c’è problema per i prenotatari a ritirare il 5000 euro anticipati due anni fa e che anzi già 130 di loro l’hanno fatto. Ha poi da un lato encomiato l’assessore comunale al ramo per come sta agendo, con una tiratina d’orecchi anche ai dirigenti e funzionari del Settore. Se l’è presa infine con chi ha criticato l’Iacp, facendo prevalere in questa fase più gli interessi elettorali che l’impegno comune pre risolvere il problema e costruire le case.
Nicolella così scrive: “La campagna di stampa rilanciata in questi giorni da alcuni soggetti di rappresentanza, per i toni che usa, la impostazione antagonista, la strumentalità degli argomenti, la collocazione temporale, ripropone interpretazioni intorno al programma costruttivo di edilizia agevolata e richiede un contributo di chiarezza e correttezza.
L’IACP, nella riconferma della sua natura di istituto autonomo e nel pieno rispetto della legge n.28/2000 che disciplina l’attività di comunicazione che le pubbliche amministrazioni devono adottare in presenza di consultazioni elettorali, intende non assecondare la pratica del rumore, delle grida e rappresentare le proprie ragioni, i propri punti di vista già aperti al confronto in tutte le sedi e con tutti i soggetti interessati alle politiche della casa e dell’abitare.
I termini della questione dovrebbero già essere chiari per lo sviluppo dell’informazione istituzionale praticata in questi mesi nelle maggiori sedi istituzionali e con i soggetti di rappresentanza sindacale degli inquilini, del welfare locale e del lavoro. Sono questioni, quelle legate all’edilizia agevolata, che l’Istituto ha affrontato da tempo con trasparenza e saggezza, fin dall’insediamento di questo Consiglio in una linea di continuità amministrativa che non ha mai registrato ripensamenti o inversione di pratica attuativa del programma.
La scelta di fondo è stata quella di rendere esigibile il diritto alla casa con il rafforzamento del metodo partecipativo rivolto allo sviluppo delle politiche abitative promosse dal Comune di Benevento con cui raccordare un programma di intervento pubblico. Il bando di preselezione per l’edilizia agevolata che ha fatto registrare 300 manifestazioni di interesse, è servito proprio a definire la domanda sociale cui raccordare un’offerta con il massimo di risposte possibili.
Sono scelte gestite fin dall’inizio con una informazione chiara e trasparente”. Nicolella poi ricorda fin dalal fine di maggio 2008, l’allora presidente dell’Iacp. Umberto Del Basso De Caro. fu chiaro, “circa i 72 appartamenti finanziati dalla Regione Campania, sulla domanda sociale che il pre-bando aveva censito e sull’importanza che la scelta delle aree, fatta dal Comune e non dall’IACP, aveva come presupposto per la richiesta di ulteriori finanziamenti”.
“Ora come allora – continua la mìnota del facente funzioni -, nessun programma costruttivo poteva essere realizzabile senza l’assegnazione dei suoli e la sottoscrizione della relativa convenzione tra Comune e Iacp. I nodi da sciogliere erano e restano questi. Le posizioni espresse da più soggetti, però, non sembrano rivolte a questo tipo di raccordo. C’è chi, con allarmismo, indica come soluzione il rimborso dei 5.000 euro versati e l’emanazione di un bando senza suolo edificatorio. E’ una proposta che non trova la condivisione della pluralità dei sindacati inquilini Sicet, Uniat, Federcasa e dell’associazionismo di rappresentanza della piccola proprietà, in quanto confonde il mezzo con il fine e rischia di bruciare ogni opportunità di intervento nel campo dell’edilizia sociale pubblica, in termini di costi-benefici e dell’azione calmieratrice propria dell’edilizia agevolata anche in rapporto alla dinamica dei fitti e al mercato.
Per quanto riguarda la quota versata, anche per rilevare il reale fabbisogno, c’è da affermare che l’Iacp non ha mai rifiutato quanto dovuto ai prenotatari che hanno scelto di abbandonare l’interesse in precedenza manifestato. Sono 130 gli interessati che hanno già ritirato la cifra versata, e fuori da ogni allarmismo diffuso in questi giorni è bene ribadire che l’Iacp è in grado di rimborsare immediatamente quanti manifestano il convincimento di uscire dal programma.
Le interpretazioni forzate, la confusione creata per confondere un diritto di partecipazione con un diritto di veto o con un riconoscimento di tipo gestionale, non cambieranno i termini della questione. La responsabilità della maggior parte dei sindacati inquilini e piccoli proprietari ci conforta in questa fase difficile per tutti gli Iacp della Campania.
In alcuni paesi della provincia il programma previsto di edilizia agevolata è stato già attuato con l’assegnazione degli alloggi agli aventi diritto e con l’apprezzata efficienza. Altri progetti sono in fase di apertura di cantiere per dare risposte concrete ai bisogni che le comunità locali esprimono. I confronti, i dibattiti tra le parti, pur importanti, sembrano privi di obiettivi da perseguire.
Di fronte a tanta confusione vien da dire il famoso detto: ‘O indichi la soluzione, o fai parte del problema’. Una vertenza che indica come soluzione il rimborso delle quote anticipate, non va certamente nella direzione di assicurare una casa a chi ne ha bisogno. In questa fase storica di decentramento amministrativo e della costruzione di un forte ruolo decisionale del territorio, favorito dalla riforma del Titolo Quinto della Costituzione e dalla riforma fiscale in senso federale, le competenze assegnate agli Enti locali avrebbero richiesto nuove responsabilità per la spesa pubblica, per i temi dell’urbanistica e della pianificazione territoriale, affermando nuova centralità per lo sviluppo economico della società, per l’abitare, per la qualità della vita e la salvaguardia dell’ambiente.
L’azione dell’assessore comunale all’Urbanistica di Benevento Angelo Miceli sembra cogliere questo bisogno e speriamo riesca a indicare il ruolo dei dirigenti e dei funzionari, rivolto più che alle procedure, sul piano formale pur importante, al conseguimento degli obiettivi che la governance istituzionale indica per il perseguimento del bene comune.
L’IACP resta in attesa dell’assegnazione di un suolo su cui insediare la maggiore offerta di alloggi possibili. E’ un ruolo quello della scelta dei suoli che com’è stato già detto, può svolgere solo il Comune attraverso i propri organi di rappresentanza e i gruppi comunque collocati nel Consiglio o negli organismi esecutivi. Sulla questione degli alloggi già finanziati è intervenuto da tempo il prefetto di Benevento, Michele Mazza, con competenza e sensibilità, con l’obiettivo non nascosto di tentare una soluzione sull’intera problematica dei suoli.
Il punto è quello di evitare in ogni modo che vengano persi i finanziamenti in una Città che ha tanto bisogno di sostenere e qualificare l’offerta abitativa sia pubblica che privata. L’Iacp è impegnato a fare la propria parte con coerenza e responsabilità lungo il percorso tracciato dal prefetto perché rivolto alla risoluzione del problema, lontano cioè da quanti si pongono sulla ricerca strumentale delle responsabilità dei singoli soggetti in campo, inevitabilmente viziata ed influenzata dalla fase elettorale che come Campania attraversiamo”.