
Dal mese di maggio, il L@p Asilo31, grazie al lavoro di Daniela Basile, svolge verso il Centro Padre Pio di S.Giorgio del Sannio, un corso di italiano e varie attività di integrazione per 51 profughi provenienti dalla Libia.
"Fin dal primo momento - si legge nella nota - ci siamo attivati nella raccolta di indumenti, scarpe e schede internazionali per consentire la comunicazione dei richiedenti asilo con le proprie famiglie. Lo abbiamo fatto nella consapevolezza che molte delle attività che venivano da noi svolte, dovevano in realtà essere garantite dal Centro Padre Pio che riceve 48 euro al giorno per ogni immigrato: parliamo di un business di 2500 euro al giorno, 450.000 euro in 6 mesi".
In questi 6 mesi - precisa il L@p Asilo 31 - periodo necessario per stabilire il diritto all'asilo politico, i centri dovrebbero garantire un percorso di integrazione, al fine di consentire una vita dignitosa.
“Quello che invece accade – continua la nota - è il confino di queste persone in zone periferiche per poi essere rimpatriate dopo 6 mesi".
Per i volontari, le rivolte di Bari di questi giorni dimostrerebbero che gli immigranti sono trattati "come carne da macello, anziché persone che godono di diritti".
"In questi giorni al Centro Padre Pio dopo una protesta dei richiedenti asilo è venuta a galla la triste verità: cibi scadenti che provocano forti disturbi intestinali e mancanza di acqua calda".
Il L@p si riferisce alla nota della volontaria, pubblicata ieri su queste colonne, con cui si denunciava lo scontro aspro avuto con i gestori del centro e che aveva portato all'obbligo di affidare il servizio mensa all'esterno. Secondo la volontaria coinvolta nel diverbio, da quel momento i titolari del centro avrebbero impedito l'accesso allo stesso a tutte le associazioni di volontariato che si stavano occupando dei profughi.
"Aver sostenuto questa protesta - continua la nota odierna - ci è costato la cacciata da parte dei gestori del centro, negando il percorso di integrazione avviato e la possibilità di continuare le lezioni di italiano". "Facciamo appello – concludono i volontari - al Sindaco di S.Giorgio del Sannio ed alle istituzioni locali, di consentire e implementare il percorso di integrazione avviato con gli immigrati, mettendo a disposizione le strutture ed i progetti formativi per consentire a queste persone una costruzione di un futuro ed una vita dignitosa”.