
La XXXI edizione di Benevento Città Spettacolo si arricchirà – informa in una nota l’Ufficio Stampa della manifestazione - di un segmento dedicato alle esposizioni, Storie e memorie, un’occasione per approfondire e conoscere la storia, fatta, anche, di teatri, spettacoli, artisti, che hanno nutrito la vita della nostra comunità.
Due le mostre in questa sezione del festival: una dedicata a Nino Taranto e l’altra ai 150 anni del Teatro Comunale di Benevento. Nino Taranto ha 100 anni, la mostra curata Giulio Baffi e riproposta al pubblico di Città Spettacolo 2010, offrirà, negli spazi di Palazzo Paolo V dal 3 al 12 settembre, la visione di costumi, cimeli, immagini, canzoni, filmati di un grande protagonista dello spettacolo. “Un percorso – prosegue la nota - costruito con pazienza e amore verso una grande protagonista dello spettacolo italiano, che, in anni ormai lontani, concesse a Baffi il privilegio di studiare il suo archivio. Prezioso per quantità di materiali accumulati negli anni e tenuti in bell'ordine dall'amorosa premura di suo figlio Dino Taranto, scomparso da tempo".
“Mi si chiederà – sottolinea Giulio Baffi - perché mai la ripropongo, e il motivo è semplice e bello: perché questa mia mostra vuole essere il mio personale dono alla Fondazione Città Spettacolo ed alla città di Benevento. Spero possa diventare una mostra permanente nella città. Perché i tanti giovani che spero la vedranno in quei giorni, e nei giorni a venire, conoscano ed amino, anche così, la grande storia del nostro spettacolo e dei suoi magnifici protagonisti”.
Dal 3 al 12 settembre il Teatro Comunale ospiterà, come detto, anche la mostra I teatri dell’Unità d’Italia: il Teatro Comunale di Benevento compie 150 anni a cura di Rossella Del Prete, che esporrà le memorie e i documenti di un teatro storico. Il lungo e articolato processo di unificazione nazionale portò con sé un incremento graduale di molte esigenze culturali, d'informazione, di acculturazione, di divulgazione scientifica e politica, di consumo letterario ed artistico.
La retorica municipale riservò alle opere pubbliche una sorta di “prassi di esaltazione”, che caratterizzò le fasi dello sviluppo ottocentesco delle città italiane, focalizzando l’immagine del teatro come quella di un edificio-monumento: l’ornamento più adatto ai tempi di “incivilimento” che si stavano vivendo e ai quali conveniva adeguarsi.
Benevento, come molte altre città italiane, almeno sin dagli anni Cinquanta dell’Ottocento, cominciò a prepararsi a far parte dell’Italia unita. Le discussioni che animarono i consigli comunali di quegli anni anticiparono questioni che si facevano sempre più impellenti. Tra queste, vi fu l’impegno a dotare la città di un particolare monumento alla civiltà e al decoro: il nuovo Teatro Comico, poi intitolato al primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II.