
Sono stati consegnati, presso il Centro di Formazione Professionale “Galanti” di Benevento, 34 attestati agli immigrati del Sannio a conclusione del progetto “Cittadini come noi”, percorso formativo e didattico dei laboratori di cittadinanza, informatica e pronto soccorso, promosso dalle Acli sannite e dal Simposio Immigrati con il patrocinio della Provincia e del Comune di Benevento.
Una giornata da ricordare per gli immigrati dall’Ucraina, da alcuni Paesi di lingua araba, dalla Russia e dalla Romania: gli attestati di partecipazione ai percorsi formativi sono stati consegnati dall’assessore alle politiche sociali della Provincia di Benevento, Annachiara Palmieri, dalla funzionaria della Regione Campania,Anna Frattolillo e dal presidente del sodalizio Aclista degli immigrati Filiberto Parente.
Gli immigrati che hanno conseguito l’attestazione sono: Gamany Abderrahim, Baten Leila, Ryasna Natalya Serebryakova Maria, Diac Mirela-Mihaela Danielescu Violeta-Mirela, Kostiakova Nina, Syryamkina Halyna Volkova Elena, Bobrovska Alina; Alves Valdete, El Hajbi Hasna, Mostatira Hanane Tihan Nicoleta Geta, Hudyma Marya, Savchuk Oleksandra, Shushkevych Myroslava, Sicora Ganna, Bellebbardi Issam, Raducan Lenuta, Dumitrache Anicuta, Hanganu Elena, Milevska Iryna Stawicka Anna Maria, Al Masri Georgeta, Trifan Marieta, Nemes Elena, Ciornei Eugen, Ezzine Mohamed Beruti Embran Dao Siaka, Youssef Kwasitito, Fedenko Olha, Dumitrache Costel-Marius, Panasyuk Natalya, Hanu Mirela Gabriela.
Al termine della manifestazione l’assessore Palmieri ha dichiarato: “Il diritto alla conoscenza e i nuovi diritti individuali di formazione che ne derivano, grazie al Simposio Immigrati delle Acli, sono una importante forma di protezione sociale in un sistema in cui il rischio, l’incertezza, il cambiamento sono la regola piuttosto che l’eccezione. Per evitare che l’accesso al sapere diventi la nuova frontiera dell’esclusione è tempo di riconoscere e rendere esigibili i diritti individuali di formazione come nuovi diritti civici e di libertà e di umanità. Il nostro impegno è nel promuovere oggi l’uguaglianza nell’accesso alla conoscenza”.
"Mentre le Acli - ha affermato Filiberto Parente - da sempre sono abituate a ‘pensare globalmente e agire localmente’, ora sono altresì chiamate a pensare localmente. Questo rovesciamento di un antico slogan appare necessario per ripensare la nostra territorialità, il nostro stare nelle comunità locali, il nostro essere sentinelle sul territorio. In una società che si è fatta plurale dove i bisogni si sono differenziati, le culture e i linguaggi contaminati, non basta più una risposta univoca seppure ancora solida e convincente. Occorre, invece, dare vita ad una strategia di rilocalizzazione, che sia percepita dalle persone del luogo come un tentativo intelligente e coinvolgente di risposta agli effetti della globalizzazione sul territorio e sulla cultura locale di accoglienza, non escludendo i migranti forza propulsiva per un welfare di cittadinanza”.
Rivolgendosi alle partecipanti donne ai corsi, Irina Ramanaenka dell'Associazione Simposio Immigrati ha dichiarato: “Abbiamo festeggiato con alcuni giorni di ritardo l’8 marzo, Festa delle donne; ma siamo orgogliosi di farvi un omaggio di mimose e di fiori. E con dolci e spumante vogliamo festeggiare anche il traguardo delle 114 ore di formazione. Complimenti per l’importante traguardo dell’attestato”. Alla cerimonia erano presenti anche Alessia Sabatini e Barbara Ruggiero, responsabili dei percorsi formativi e Bernardo Vitiello del servizio civile delle ACLI.