Cives: Le proposte per l’area beneventana tra agroalimentare e industria

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Si è tenuto ieri 7 febbraio l’ottavo incontro di CIVES - Laboratorio di Formazione al Bene Comune presso il Centro di Cultura “Raffaele Calabria”. Il territorio beneventano è stato al centro dell’incontro, grazie agli interventi e alle proposte di Biagio Mataluni, Presidente di Confindustria Benevento e di Giuseppe Brillante, Direttore della Coldiretti di Benevento. Premesso l’assetto su settori tradizionali e maturi del nostro sistema imprenditoriale e produttivo, incentrato su quello agroalimentare e manifatturiero, Ettore Rossi, Direttore dell’Ufficio per i Problemi Sociali e il Lavoro della diocesi di Benevento ha introdotto al tema della lezione: “Cercheremo di capire – ha precisato Rossi – cosa si può fare su questi due ambiti fondamentali dell’economia del nostro territorio, per andare oltre, rispetto soprattutto alle tante difficoltà che sussistono, e non dimenticando il ruolo fondamentale che le istituzioni hanno nello sviluppo locale”. Da un’analisi delle difficoltà è partito Brillante per il suo intervento, ricordando quanto spesso le risorse del nostro territorio non vengono utilizzate o subiscono un’aggressione; per il settore alimentare l’attenzione si è spostata sul cibo piuttosto che sul prodotto agricolo, considerato materia prima. “Il cibo, legato al patrimonio territoriale – ha dichiarato Brillante – può essere un momento di altissimo sviluppo, perché rappresenta l’identità di coloro che lo producono”. Riferendosi alle buone prassi che si stanno cercando di rafforzare sempre più, il direttore prende ad esempio il nostro settore vitivinicolo, sviluppatosi negli ultimi anni in modo eccellente. “All’interno di esso – ha proseguito – è presente una vitalità legata alla concezione di voler costruire una filiera che vada dal produttore al consumatore; durante questo percorso, il prodotto ha la possibilità di arricchirsi di storia, conferendogli quel valore aggiunto che lo rende caratteristico e, di conseguenza, maggiormente concorrenziale. Questo sistema lo dobbiamo estendere a tutto il settore agroalimentare del nostro territorio”. Una filiera corta, dunque, che recuperi il valore del produttore agricolo senza dimenticare i bisogni del consumatore, in quanto la minore distanza tra i due preserva la genuinità del prodotto e rispetta maggiormente l’ambiente. “Si tratta di una filiera autoctona e autocostruita – ha concluso Brillante – che rispetti il marchio del Made in Italy, in sinergia con il sistema imprenditoriale e il coinvolgimento del territorio, delle comunità”. Successivamente, l’intervento di Mataluni non ha mancato di esprimere le difficoltà che si riscontrano nel tentativo di progettare iniziative spendibili per il nostro territorio. “Il progetto di Confindustria Benevento – ha dichiarato Mataluni – è quello di diventare un polo dinamico e innovativo, capace di attrarre gli investimenti e di stimolare l’entusiasmo dei giovani, che rappresentano la grande risorsa del territorio. Sin dall’inizio del mio mandato, ho raccolto la sfida di gettare un ponte tra un’idea di impresa, caratterizzata da una visione che troppo spesso vive solo nella mente degli imprenditori, e la sua concreta realizzazione, che deve necessariamente tenere sempre in considerazione le regole del mercato e la ragione dell’etica”. Con energia ha anche sottolineato la criticità che oggi affronta chi fa impresa, ossia “il nostro vero problema è la burocrazia; non credo che rispetto a noi italiani gli altri siano più bravi, anzi: loro vengono messi in condizione di lavorare meglio perché non hanno i nostri inciampi, i nostri impedimenti, i nostri grovigli legali, che purtroppo sono anche fonte di ingente dispendio di energie”. Dalle parole di Mataluni emerge quanto tutto questo abbia potuto rallentare quello che si è riuscito a raggiungere di positivo, e quanto ciò impedisca di direzionarsi verso delle buone prospettive: “Dobbiamo fare appello – ha affermato il presidente - ad una nuova classe politica che abbia un rinnovato spirito organizzativo”. Per quanto riguarda il piano di reindustrializzazione dell’Area di Crisi di Airola, il Presidente di Confindustria ha spiegato: “Ad oggi esso vede numerosi industriali disposti ad investire nell’ex Polo Tessile ed un plafond di 30 milioni di euro messi già a disposizione dalla Regione e dal MISE. Stiamo mettendo in campo tutte le nostre energie e la capacità di fare sintesi con le Istituzioni, gli Istituti di credito, le sigle sindacali ed i principali attori economici. Sono convinto che solo attraverso il dialogo e l’impegno congiunto, sarà possibile vincere questa sfida e creare nuove opportunità di sviluppo, favorendo l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e stimolando l’interlocuzione continua con le banche per facilitare l’accesso al credito”.



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