07/07/2010 :: 10:0:5

Cocco per le strade: gli inoccupati della scuola inaugurano l'estate precaria


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Il corteo dei precari
Il corteo dei precari

Il Comitato insegnanti e personale tecnico amministrativo (Ata) dei precari sanniti sarà protagonista di una nuova forma di protesta: il ‘Cocco Day’. A partire da venerdì 9 luglio, presso il presidio alla Rocca dei Rettori, per l’estate precaria, si distribuirà cocco, ‘frutto delizioso ed economicamente accessibile a tutti – fanno sapere i precari –‘. “Unico investimento certo per le nostre tasche vuote – scrivono -. Stanchi di dover campare
sulle spalle dei nostri genitori, stanchi di dover guardare con disagio inostri figli che chiedono sicurezze e certezze, mettendo ancora una volta la dignità sotto i piedi, come dei clown in un circo immenso, metteremo in piedi questa farsa con lo scopo di denunciare l'indecenza e l'ingiustizia sociale. Invitiamo e facciamo appello a tutti coloro i quali hanno perso tutto: lavoro, diritti e dignità di inondare le piazze, i vicoli, di improvvisarsi ambulanti
per dimostrare che la crisi c'è e che il Governo non c'è per chi vive il disagio della crisi. Noi la crisi e gli sprechi del 10% che detiene il 50% delle ricchezze italiane non li paghiamo!”.

Poi, la loro riflessione sulla drammatica situazione che sono costretti a vivere: “Licenziati da un anno, messi alla porta nonostante gli elevati standard professionali per un mero scopo di risparmio di gestione, ci siamo ritrovati
soli a dover competere e sgomitare nello striminzito mondo occupazionale, a prendere sonori ceffoni e amare delusioni. Abbiamo sostenuto colloqui di lavoro per poterci ricollocare, per poter campare ma invano: troppo qualificati per alcuni settori, troppo vecchi per troppi. Non ci siamo arresi e abbiamotentato la strada del lavoro autonomo ma, non appena entrati in banca, con
idee geniali e zero garanzie, il direttore ci ha guardato in faccia facendosi una sonora risata. Chi mai finanzierebbe un disoccupato senza un Euro in tasca
e tante pensate brillanti! Siamo entrati nel vortice del lavoro a ricatto: o bere e accettare il progettino di 10 ore sottopagato e senza garanzie o affogare. E noi pur accettando a malincuore, lentamente siamo colati a picco
nel mare della frustrazione e della disperazione. Lasciati in balia delle onde da un Governo inumano che disprezza e calpesta la costituzione e i lavoratori,non pieghiamo la testa accettando passivamente una sentenza ingiusta. Iniqua
per noi e per i giovani cui viene preclusa la possibilità di un lavoro stabile. Non ci resta che piangere direbbe qualcuno... Invece no! Faremo gli ambulanti!”

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