
La Coldiretti sannita ha comunicato di aver chiesto ai sindaci della provincia di Benevento di deliberare, nei bandi di concessione delle mense scolastiche, a favore della prevalenza di prodotti a chilometro zero, ossia prodotti locali. Lo ha fatto nel corso del convegno ‘Menù a Km 0: un progetto per la ristorazione pubblica e privata’, svoltosi ieri sera, nell’ambito della V Festa dell’Allevatore di Puglianello. Sono intervenuti: il sindaco Bartone e l’assessore Urbano in rappresentanza del Comune di Puglianello, Armando Di Giambattista presidente Agrimercato del Sannio, Vincenzo Lombardi Università degli Studi del Molise, Concetta Nazzaro Università degli Studi del Sannio, Francesco Massaro direttore STAPA CePICA Benevento. Le conclusioni sono state affidate al direttore della Coldiretti Benevento Luigi Auriemma.
“Stiamo cercando di trovare - ha affermato il direttore Auriemma - una soluzione perché l’impresa agricola possa guadagnare di più. Negli ultimi tempi è diminuito solo quello che entra nelle tasche degli agricoltori con pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi che diventano euro al consumo e con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte. Dopo gli scandali della mozzarella blu e ora della ricotta rossa nasce la nostra richiesta che tutti i Comuni impongano che il prodotto che si utilizza nelle mense scolastiche sia un prodotto locale. Questo è l’invito da fare a tutti i Comuni per dare garanzia ai nostri figli”.
“Il direttore Auriemma – prosegue la nota della Coldiretti - ha annunciato che tutti gli sforzi compiuti hanno portato a un risultato: martedì scorso è stato firmato con Confindustria (con i caseifici associati), grazie al sostegno dell’assessore provinciale all’agricoltura Carmine Valentino e con il supporto della Camera di Commercio e dello STAPA CePICA, un protocollo d’intesa sulla filiera lattiero casearia volto a raggiungere ed esaltare i seguenti obiettivi: tracciabilità di origine alimentare dei prodotti, garanzia di sicurezza alimentare e creazione di un marchio territoriale”.