02/07/2010 :: 17:26:26

Coldiretti sannita a Roma: salvare il made in Italy dalle speculazioni e dagli inganni


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250 imprenditori agricoli sanniti della Coldiretti, guidati dal presidente provinciale Gennaro Masiello e dal direttore Luigi Auriemma, hanno partecipato, questa mattina, a Roma, all’assemblea nazionale della Coldiretti con la relazione del presidente Sergio Marini ‘La filiera agricola tutta italiana...vince il Paese vero’. Lo ha comunicato l’ufficio stampa della Coldiretti sannita.

“Quindicimila coltivatori italiani – si legge nel comunicato - provenienti dalle campagne di tutte le Regioni e Province, in rappresentanza di 1,6 milioni di associati, hanno preso parte all’assemblea svoltasi al Palalottomatica di Roma Eur. Una convention per salvare il made in Italy a tavola dagli inganni e dalle speculazioni che danneggiano gli agricoltori e i consumatori.

L’Assemblea si è svolta in occasione dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia che coincidono con la ricorrenza dei 100 anni dalla nascita di Paolo Bonomi, fondatore della Coldiretti che ha avuto un ruolo determinante nel passaggio in pochi anni da una economia di sussistenza alla conquista di primati mondiali e nel far diventare l’agroalimentare simbolo e traino del Made in Italy”.

“L’assemblea – prosegue la nota - è stata l’occasione per fare il punto sulla filiera agricola tutta italiana, per verificare i passi avanti che sono stati fatti come l’accordo con Maccaferri per le agro energie, l’accordo sul tabacco tra Coldiretti e Phillip Morris e l’accordo tra Unicredit e Creditalia per la gestione della finanza agevolata. Tra gli obiettivi raggiunti, per la nostra provincia assume un particolare significato l’accordo sul tabacco tra Phillip Morris e Coldiretti che si fa carico di una significativa maggiorazione del prezzo commerciale da corrispondere agli agricoltori”.

“Tale accordo – ha spiegato il presidente Gennaro Masiello - apre la strada a una più ampia collaborazione negli anni a venire tra Coldiretti e Philip Morris, finalizzata a razionalizzare il percorso del prodotto all'interno della filiera, con lo scopo di massimizzare la qualità della coltivazione del tabacco in Italia e incrementarne la competitività a livello internazionale, ridurre le intermediazioni e creare un valore aggiunto per gli agricoltori”.

“Con questo accordo – ha precisato Auriemma - le imprese agricole, così come avevamo richiesto, possono essere messe nella condizione di coltivare tabacco. Non tutto il percorso è ancora concluso, ma siamo a un buon inizio. Come Coldiretti, chiediamo trasparenza nell'etichettatura del latte fresco e dei formaggi con l'obbligo di indicare la provenienza del latte utilizzato. Diciamo no non solo al latte straniero, ma anche a quello proveniente dalle altre regioni in un ottica di salvaguardare le produzioni locali, il reddito alle imprese, il mantenimento del lavoro e la manutenzione del territorio”.

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