
L’acqua dei fiumi sanniti potrà essere usata per la coltivazione del tabacco. Il prelievo, concesso a titolo sperimentale, sarà, tuttavia, soggetto a condizioni: i produttori, infatti, dovranno attestare la propria capacità di sanificare l’acqua. E’ quanto ha stabilito la Giunta provinciale di Benevento, su proposta degli assessori all’Ambiente, Gianluca Aceto, e alle Politiche Agricole, Carmine Valentino. A darne notizia l’ufficio stampa della Provincia.
“E’ stata avviata – si legge - la procedura per una parziale revoca del divieto di attingimento, imposto dal presidente della Provincia per l’accertata presenza di salmonella nei corpi idrici superificiali. Pur restando fermo, dunque, tale divieto per le produzioni agricole, quali l’ortofrutta, destinate a finire sulle tavole per il consumo umano, la Giunta provinciale ha deciso di accogliere la proposta formulata congiuntamente dalle Associazioni dei produttori agricoli CIA, Coldiretti e Confagricoltura, al termine di numerosi incontri con le Autorità sanitarie locali, l’ARPAC e la stessa Provincia. Il tabacco non è un prodotto destinato all’alimentazione umana e tale attività è una delle componenti più importanti per la formazione del prodotto interno lordo provinciale.
Le Associazioni hanno dunque ipotizzato che, con particolari cautele, fossero autorizzati gli attingimenti per la coltivazione di questa pianta. La Giunta provinciale, dopo aver recepito il favorevole parere degli Uffici competenti e degli assessori, ha accolto la proposta e, dunque, i produttori che ne faranno richiesta e che dimostreranno, con una apposita certificazione, di avere a disposizione gli strumenti di sanificazione in regola con le normative europee, necessari a scongiurare pericoli per la salute umana, potranno utilizzare l’acqua dei fiumi per irrigare il tabacco.
In una dichiarazione congiunta, resa al termine dei lavori della Giunta, gli assessori provinciali Aceto e Valentino hanno sottolineato che il provvedimento costituisce il giusto punto di equilibrio tra le esigenze di tutela della sanità pubblica e quella della salvaguardia delle produzioni tabacchicole locali”.