13/01/2012 :: 16:18:2

Comitato Capodimonte: ‘Più impegno della politica per questa zona di Benevento’


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Giovanni Mazzone, responsabile del Comitato di Quartiere della zona Capodimonte, ha inoltrato una nota stampa per sottolineare le difficoltà del Comitato nell’ottenere gli obiettivi minimi per la zona in questione. “La nascita del Comitato di Quartiere nella zona di Capodimonte all’inizio degli anni ’90 fu una ragione sociale, dal momento che sulla zona, quasi interamente di campagna sino alla fine degli anni settanta, sorsero gli alloggi dell’Istituto Autonomo Case Popolari. Il comitato di quartiere – si legge nella nota - costituì il primo mezzo attraverso il quale questi residenti cercarono di far arrivare la loro voce presso le istituzioni pubbliche cittadine, affinché queste ultime si determinassero a sanare l’immagine di un quartiere stigmatizzato, portandovi una farmacia, un ufficio postale, dei servizi commerciali, delle strutture sportive, un centro di ritrovo per gli anziani, attrezzando i tanti spazi verdi esistenti da mettere a disposizione dei bambini, costruendovi dei parcheggi, strutturandovi una piazza da adibire ad area mercatale ecc. Ma in più di trent’anni di storia poco è stato fatto per colmare questa assenza cronica di servizi. Ad oggi – ha continuato Mazzone - il Comune di Benevento, nell’ambito del Piano di Housing Sociale elaborato e approvato, individua 7 punti del territorio cittadino, 3 dei quali nella zona di Capodimonte (Area Depuratore, 132 alloggi di nuova costruzione più 28 ottenuti mediante sopraelevazione degli edifici esistenti – Via Raffaele Viviani, vista Supercarcere, 120 alloggi – Strada Provinciale Benevento - Paduli, ancora nelle adiacenze del Supercarcere, 300 alloggi) su cui dovrebbero nascere complessivamente 1300 nuovi alloggi, di cui 580 nei tre punti individuati a Capodimonte. Ciò significa che circa il 45% di questi alloggi nasceranno in questo rione, portandovi in media ulteriori 2000 residenti, che si andranno ad aggiungere ai circa 5000 già presenti. Dunque, oggi più di ieri, diventa necessario che la realtà di questo quartiere sia oggetto di “seria e rinnovata considerazione” da parte delle locali forze politiche e sociali, guadagnando così posizioni nella graduatoria delle priorità che definiscono la programmazione dell’Ente Comune. Quanto, invece, ai residenti di questa zona – ha concluso Mazzone - essi devono considerare che lo strumento del Comitato di Quartiere, così come tradizionalmente concepito, si è rivelato “inadatto, inefficacie” ai fini del raggiungimento dei suoi obiettivi. Infatti, affinché un movimento di cittadini possa convergere verso importanti obiettivi amministrativi, dovendo attraversare il campo della politica, fatto di decine di partiti e di una miriade di fazioni che li compongono, è necessario che si doti di un tipo di strumento diverso, più incisivo, che per sua natura possa entrare nei meccanismi politici-elettorali, laddove si può trovare la chiave per accedere alla soluzione di questi problemi”.

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