
La Confesercenti Provinciale del Sannio si è resa promotrice di una richiesta di riconoscimento di stato di calamità naturale per il commercio e l’artigianato della provincia di Benevento. “Questa mattina un documento sottoscritto dal Confesercenti, Confcommercio, Unimpresa, Cna e Confartigianato è stato protocollato alle maggiori autorità del territorio con la richiesta di un incontro istituzionale al fine di individuare le possibili soluzioni ai vari problemi che in questo momento attanagliano le piccole imprese del Sannio. Nel documento si precisa che questa eccezionale ondata di freddo e neve che si è abbattuta sulla nostra Provincia – si legge nella nota - ha sortito un effetto tsunami tale da acuire le problematiche di un settore già profondamente provato sia dalla stagnante crisi che dalle continue manovre finanziarie. E’ urgente e quanto mai opportuno che le maggiori autorità del territorio, in maniera sinergica si adoperino affinché ci sia nell’immediato qualche risoluzione al problema; le imprese lamentano una totale mancanza di liquidità per far fronte ai più elementari costi di gestione, quali il pagamenti di locazione, di contributi, di iva e di tutte le imposte che gravano quotidianamente sulle gestioni delle piccole imprese. Inoltre gli istituti di credito anziché agevolare e semplificare fidi alle imprese ostacolano e complicano ulteriormente le facilitazione ad un veloce accesso al credito. Ormai il settore del terziario, fino a ieri era il fiore all’occhiello di questa provincia, è agonizzante e pare che a nessuna istituzione e ad alcuna forza politica sia evidente tale agonia. Chiediamo il “congelamento” dei pagamenti dei tributi, dell’Iva, dei contributi INPS e dei debiti verso fornitori e Banche, che devono essere dilazionati a medio e lungo termine. Infine – conclude la nota - è fondamentale un immediato e facile accesso al credito per piccoli importi così da risolvere impellenti urgenze delle piccole imprese. Concludiamo quindi, allarmando e sensibilizzando le tutte Istituzioni affinché non si perdano ulteriori posti di lavoro e non si verifichi un ulteriore impoverimento di migliaia di famiglie sannite perché segnerebbe in modo irreversibile la moria della microeconomia sannita che da sempre è rappresentata dalle piccole imprese”.
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