
In Europa sono centinaia i prodotti a marchio DOP. Tutti si contraddistinguono per una specificità e una qualità, derivante dal forte legame con il territorio. L’unico prodotto escluso da questa lista è il latte, l’alimento base della dieta giornaliera. Sul mercato mondiale il latte è considerato e scambiato come una commodity, ma sappiamo anche che il legame con il territorio esiste, non foss’altro perché l’Italia non è una sconfinata pianura e perché i sistemi di allevamento, per fortuna, sono ancora diversi da zona a zona. Di qui la proposta di una latte diverso, fortemente legato al territorio e prodotto in base ad un rigoroso disciplinare:il latte nobile. Questo nuovo modello di sviluppo nasce sulle colline dell’Alto Sannio e, nella giornata di studi del 16 gennaio, vogliamo offrire i primi risultati di una ricerca che vede coinvolti tutti i protagonisti della filiera: gli allevatori, l’imbottigliatore, i consumatori. Obiettivo finale è quello di offrire alle aree interne ed alla montagna un modello di sviluppo sostenibile e trasferibile. Il programma prevede l’intervento di Gennarino Masiello, presidente Camera Commercio; Francesco Massaro, coordinatore Area Assessorato Agricoltura Regione Campania; Mariella Passari, dirigente Sirca; Roberto Rubino che si occuperà di ‘La diversità come risorsa’; Stefania Laterra con ‘La qualità nutrizionale del Latte Nobile’; Nino Pascale, ‘Il Latte Nobile: primo presidio Slow Food’; Gioacchino Maione, ‘La scelta del Mercato’; Giuseppina Bozzuto, ‘Le aspettative degli Allevatori’; Mario Salzarulo ‘Anche l’Alta Irpinia Vuole Produrre Latte Nobile’; Giovanni Spampanato con ‘In Sicilia qualcuno ci crede’.
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