Coppettazione, cos'e' e quali sono i suoi benefici

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Ultimo in ordine temporale a ricorrere alla tecnica che trae le sue origini dalla medicina cinese è la star dell’NBA Lebron James. Molto utilizzata in America oggi spopola anche in Europa. Ne parliamo con il chinesiologo e posturologo Giuseppe Greco.

La coppettazione (o cupping) è una tecnica di origini molto antiche utilizzata tradizionalmente dalla medicina tradizionale cinese ma ormai diffusa sempre più anche in Occidente e apprezzata soprattutto da chi svolge attività sportiva.

Il nome deriva dallo strumento principale di cui si serve, ovvero delle piccole coppette (che possono essere di vetro, bambù, ceramica o plastica) che vanno applicate con cura su alcune parti del corpo. La loro funzione è quella di una ventosa che serve a stimolare la circolazione sanguigna e linfatica, contribuire ad eliminare i ristagni di tossine e ridonare in questo modo energia vitale all'organismo.

Ma come agisce il cupping? Ce lo spiega Giuseppe Greco, specialista in ginnastica posturale e operatore specializzato nell'Applicazione della Coppettazione®.

“La suzione che genera l’applicazione delle coppette contrasta la produzione di edemi, subedemi e microlesioni dovute agli allenamenti intensi e alle gare e promuove la microcircolazione sanguigna e linfatica, migliorando le prestazioni sportive. Inoltre – sottolinea il dottore Greco - favorisce la mobilità delle articolazioni come spalle e anche. La stimolazione delle fibre, infine, porta a una riduzione del dolore. E proprio nella terapia antalgica, il cupping trova la sua principale applicazione. Viene indicato in caso di crampi, contratture e ristagni del microcircolo dovuti a sforzi eccessivi. Inoltre è risultata olto utile anche nella terapia del dolore”.

Ma non è solo questo il vantaggio che offre: può essere utile in caso di problemi all’apparato respiratorio come ad esempio tosse, bronchite o asma ma anche per trattare disturbi ginecologici e problematiche del sistema nervoso. Buoni risultati si ottengono ad esempio in caso di ansia, depressione o insonnia.

Naturalmente a seconda del problema che si intende risolvere le coppette andranno posizionate in diverse parti del corpo. È evidente quindi quanto sia importante, nel caso si voglia sperimentare questa pratica, rivolgersi a personale specializzato.

“La coppettazione deve essere praticata da un operatore esperto – sottolinea il posturologo - onde evitare di incorrere in effetti collaterali piuttosto spiacevoli. Deve essere eseguita solo a margine di una valutazione accurata del paziente e degli eventuali disturbi da trattare. A seconda del risultato, infatti, l’operatore saprà in quali punti collocare le coppette”.

Esistono due tecniche per applicare le coppette, a caldo e a freddo. “Durante la coppettazione a caldo si accosta una fiamma all’interno del vasetto per privarlo dell’ossigeno; in questo modo, una volta posizionato sulla pelle avverrà la classica suzione. Altre tecniche prevedono l’utilizzo di sostanze infiammanti lasciate sotto la coppetta su supporti appositi per spegnersi una volta consumato tutto l’ossigeno. Queste metodiche, tuttavia – ci spiega il dottore Greco - sono sempre meno utilizzate per la facilità con la quale si può incorrere in ustioni della pelle.

Personalmente preferisco praticare la coppettazione a freddo. Molto più diffusa, questa tecnica prevede l’impiego di particolari vasetti dotati di valvole e pompa meccanica per l’aspirazione dell’aria contenuta. In questo caso l’effetto è più dolce, sicuro e controllato”.

La coppettazione ha alcune controindicazioni. È sconsigliata in caso di astenia, malattie croniche che creano spossatezza, patologie del sangue, pelle flaccida o dermatosi, e in condizioni particolari come la gravidanza. Per quanto riguarda gli effetti collaterali, l’unica cosa da segnalare è che, subito dopo il trattamento, tendono a formarsi sulle zone della pelle dove sono state applicate le coppette delle macchie rosso-violacee che però scompaiono in pochi giorni.

Carmen Chiara Camarca





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