11/01/2012 :: 11:50:19

De Girolamo: 'Chi ha detto che la classe dirigente locale non è in grado di esprimere un coordinatore per il dopo Cosentino?'


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Nunzia De Girolamo (Pdl)
Nunzia De Girolamo (Pdl)

NOSTRO SERVIZIO - Chi si aspettava che dopo la decisione favorevole della giunta per le autorizzazioni all’arresto di Nicola Cosentino si aprisse la successione nel Pdl campano rimarrà deluso. “Non mi dimetto – avrebbe detto l’ex sottosegretario - se andrò in carcere, ci andrò da coordinatore regionale, da prigioniero politico. In Campania si vuole distruggere quel Pdl che ha sconfitto il sistema di potere bassoliniano”. Secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Stampa, senza di lui il partito rischia la deflagrazione, con conseguenze elettorali pesanti già a breve termine, visto che in primavera andranno al voto 500mila campani per scegliere sindaci e Consigli in molti comuni tra i più popolosi dell’hinterland napoletano e casertano, mentre il capo potrebbe trovarsi nella scomoda condizione di coordinare la campagna elettorale dal carcere. Per niente secondario l’effetto che porterebbe scompigli anche nel governo regionale di Caldoro.
Intanto, Italo Bocchino dichiara apertamente che sta per scoppiare “una guerra tra bande”, mentre la Carfagna ritorna dalla parte dei nemici di Cosentino. Qualcuno sostiene che lo stia facendo appoggiata da Nunzia De Girolamo, “anche lei - scrive La Stampa - lasciata ai margini dagli amici di Nicola”. Tra questi ci sarebbero Mario Landolfi, Amedeo Laboccetta e Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli. Nonostante il potere esercitato in 3 Province su 5, in molti Comuni e con il timone di comando in Regione, per non parlare delle oltre 200 mila tessere da far pesare al congresso nazionale che si terrà entro il 2012, il Pdl campano non attraversa un buon momento. Finora - spiega la De Girolamo ad Amedeo La Mattina - si era riusciti a tenere unito il partito grazie alla grande capacità di mediazione di Nicola. Adesso si rischia l’anarchia. Alfano pensa di mandare un commissario, ma perché la classe dirigente locale non è in grado di esprimere un nuovo coordinatore?”. Che sia un’autocandidatura?

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