
Ambner De Iapinis, commissario straordinario dei Cristiano Popolari, in una nota dice la sua sulla protesta degli insegnanti precari in atto da alcuni giorni a Benevento. In essa tra l’altro si legge: “Mussolini fece la riforma della scuola usando un genio dell’epoca, Giovanni Gentile, oggi la riforma scolastica è stata fatta non da Gentile ma da Gelmini, che non sembra essere la stessa cosa.
Gelmini ci ricorda Tatò che per risolvere il problema dell’Enel tagliò tutto, compresi i lavoratori, convinto che con questo taglio il problema sarebbe stato risolto (troppo facile), invece, potrebbe avvenire l’esatto contrario: operando chirurgicamente un problema, ne potrebbero nascere altri cento e questo sta succedendo con la scuola e con gli insegnanti. Le rivoluzioni le partoriscono Università e intellettuali, e quindi la scuola. Attenzione a quello che si fa“.
“Tornando ai precari - aggiunge De Iapinis - ho saputo di fatti strani accaduti (De Iapinis non li specifica, NDR), in questi giorni, agli insegnanti precari da parte di organismi comunali che hanno minacciato di denuncia Daniela Basile e gli insegnanti“ De Iapinis poi attacca con veemenza il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, prima di chiedergli: “Scendi in campo con l’onore di un cattolico impegnato in politica, offri a costoro la sede che ti viene richiesta e fai qualcosa di unico in Italia. Prendendo una iniziativa senza precedenti, asseconda le loro volontà e abbassa le tensioni, e sarai di esempio agli altri (Ricordati che quando ci fu lo sciopero sul problema acqua, un sindaco di destra Sandro d’Alessandro e un presidente della Provincia di sinistra, Carmine Nardone, offrirono in modo bipartisan, tutta l’assistenza possibile all’epoca).
Poi De Iapinis se la piglia in generale con i rappresentanti di “tutta la politica” che rispetto a questa protesta dei precari “sono scomparsi” e in particolare con Costantino Boffa, deputato sannita del PD. Quindi il cristiano popolare così conclude: “Oggi i riflettori, a parere dei politici, si sono spenti e la trasmissione è finita, ma non è così: per gli insegnanti la lotta continua e bisogna appoggiarli. E’ la Cultura che fa uno stato libero e democratico“.