12/08/2010 :: 22:50:24

De Lorenzo ai divisi giudici sanniti pone il caso degli inquisiti nominati periti, dai loro colleghi


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Giuseppe De Lorenzo, assessore comunale al Traffico e alla Mobilità
Giuseppe De Lorenzo, assessore comunale al Traffico e alla Mobilità

Anche Giuseppe De Lorenzo tira in ballo, questa sera, le due inchieste giudiziarie della Procura della Repubblica di Benevento, coperte dal segreto istruttorio sui nomi dei tanti coinvolti, ma oramai notorie nelle matterie e oggetto crescente di dibattito, polemiche e di richiamo da parte di esponenti delle forze politiche e non solo. De Lorenzo, quindi, commenta e aggiunge anche altra carne al fuoco, chiedendo ai magistrati del Foro sannita, come sia possibile che un medico, coinvolto in una precedente inchiesta sulle pensioni d'invalidità, venga poi nominato perito in alcune cause da altri colleghi magistrati.

Le due inchieste nell'occhio del ciclone, com'è noto, riguardano due materie diverse, l'apertura di un centro commerciale e il riconoscimento delle invalidità, pare certo che riguardino medici, avvocati, amministratori, funzionari e tecnici. Due inchieste sulle quali magistrati della pubblica e accusa e giudici delle indagini preliminari si sono pure divisi, sulla sussistenza delle condizioni per adottare delle misure cautelari, severe, anche ordinanze di custodia in carcere. Al punto che della questione è stato interessato il Tribunale del Riesame di Napoli dai sostituti procuratori che dette misure si sono visti negare da due diversi Gip. Il Riesame però ieri non ha deciso, ma ha rinviato all'inizio dell'autunno.

Le voci, ufficiose nelle settimane scorse, sono state 'ufficializzate' com'è noto il 10 agosto ga Gabriele Corona, presidente dell'associazione Altrabenevento, e subito hanno cominciato a rimbalzare. Nel pomeriggio il vicecoordinatore del PDL, Roberto Capezzone, le ha tirate in ballo, ora Giusppe De Lorenzo, responsabile del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell'ASL, ma anche uno dei testi di accusa nel secondo troncone del processo contro i vertici dell'Udeur, aperto dalla Procura della Repubblica di Napoli, autore di denunce, negli scorsi anni, sulla cosiddetta malasanità. E' stato anche assessore comunale di Benevento, negli ultimi 4 anni, ma si è polemicamente dimesso lo scorso 2 aprile.

Ebbene De Lorenzo, stasera, scrive: "In molti, anche i tanti che, come me, in occasione del Ferragosto, sono lontani per ferie, stiamo seguendo l'ultima vicenda, in ordine di tempo che, ancora una volta, permette di evidenziare il sistema (...) che ha invaso anche la nostra comunità e che, oggi, con certosina pazienza, è smascherato da un sistema giudiziario che, grazie ad alcuni magistrati, sta uscendo da un torpore durato fors'anche troppo.

Intendo riferirmi alle due ultime inchieste di cui si è avuta notizia: quella relativa all'ipermercato Zamparini e l'altra delle pensioni di invalidità. Senza entrare, e non sarebbe mio compito, sul diverso parere assunto dai quattro magistrati titolari dell'inchiesta, Antonio Clemente e Giovanni Tartaglia Polcini, da un lato e Flavio Cusani e Maria Di Carlo, dall'altro, alcune riflessioni appaiono d'obbligo.

I quattro magistrati, così come la legge stabilisce a tutela del cittadino, sono stati di parere discordante ed io, per quel che mi compete, rispetto il diverso orientamento, trattandosi, tra l'altro, di autorevoli rappresentanti del nostro Tribunale. Però, dapprima, è doveroso precisare che la fuga di notizie che, come ebbe a rilevare Gabriele Corona, che, ormai da mesi corre in città di bocca in bocca, non sia giustificabile.

Il silenzio più assoluto, in casi del genere, è quanto mai doveroso. Nomi che si rincorrono, che si intersecano tra loro, alimentano, in ultimo, un chiacchiericcio che smorza l'opera meritoria dell'indagine egregiamente condotta da Clemente e Tartaglia Polcini. Tutto ciò non rende merito, così come sarebbe doveroso, a chi sta infondendo fiducia in tanti che non ne avevano più nei confronti della magistratura. Sebbene l'inchiesta sia coperta dal segreto istruttorio, la città pretende, considerando il clamore che si è verificato, di conoscere i nomi.

Poi, a Clemente e Tartaglia Polcini, dal mio modesto angolo visuale, vorrei porre una domanda, la stessa che, da tempo, si pone la stragrande maggioranza dei medici onesti della nostra città. In anni non lontani, ho condotto una lunga e solitaria battaglia contro un sistema quanto meno discutibile relativo al rilascio delle pensioni di invalidità. Come al solito, toccando interssi consolidati, il silenzio. Ecco perchè l'opera di Clemente e Tartaglia Polcini, oggi per allora, rende giustizia a quel mio asserito.

Sembra, però, invero strano, che qualche sanitario coinvolto nella precedente inchiesta, sia rimasto al suo posto. Si sa che, per la condanna definitiva, sia necessario attendere i tre gradi di giudizio, tuttavia, è impensabile che tutto resti inalterato come se nulla fosse accaduto.

Qui, si è all'assurdoche venga nominato perito, dai magistrati dello stesso Tribunale di Clemente e Tartaglia Polcini, qualche medico sotto processo. Tutto questo è incomprensibile, terribilmente incomprensibile. Ecco, sarebbe auspicabile che i due titolari dell'attuale inchiesta, nei limiti loro imposti, cerchino di bloccare tale assurdità, anche perché, in questo modo, il loro lavoro, la fiducia che stanno ridando al cittadini, lo schierarsi contro un sistema incancrenito, in ultimo, appare simile alla lotta di Don Chisciotte contro i mulini al vento.

No, giudici Clemente e Tartaglia Polcini, ed anche Cusani e Di Carlo non potete permettere che chi sia inquisito, chi sta cercando di patteggiare la pena, chi, nel corso di una perquisizione, ha fatto trovare in casa prove inconfutabili, continui imperterrito per la sua strada avendo la fiducia dei vostri stessi colleghi magistrati. Tutto ciò appare assurdo. Semplicemente assurdo".

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