
Giuseppe De Lorenzo, assessore comunale di Benevento e responsabile del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura della locale ASL, interviene sul caso sollevato dall'imprenditore Michele Spina. Il medico dice la sua sul funzionamento della magistratura nel Sannio e lancia a sua volta accuse contro il medesimo magistrato accusato da Spina e altri della locale Procura della Repubblica. Fa quindi appello al Procuratore capo che nettamente distingue dai colleghi criticati e spiega perché non ha risposto a un'informativa ricevuta dal medesimo ufficio giudiziario. E annuncia, come Spina, che si rivolgerà al CSM.
Com'è noto, Spina ha denunciato, nei giorni scorsi, ai carabinieri e al CSM un magistrato della Procura sannita che l'aveva inquisito sul caso Gaveli (per il quale processo Spina è stato con altri 3 rinviato a giudizio). Successivamente, è intervenuto Gabriele Corona, presidente dell'associazione ambientalista Altrabenevento, per chiedere immediata chiarezza. Corona ha detto, per quello che Spina gli ha fatto sapere, di non vedere elementi di persecuzione nell'azione del magistrato sannita. Piuttosto teme che gli si gettino addosso delle ombre, cosa grave viste le molte e delicate inchieste che tale sostituto procuratore ha svolto e sta svolgendo, inchieste che hanno potuto e potrebbero dare fastidio a molti.
De Lorenzo oggi scrive: "Nei giorni scorsi abbiamo appreso di una denuncia gravissima che uno dei coinvolti nell'inchiesta Gaveli ha mosso nei confronti di un sostituto procuratore della Repubblica di Benevento. A quest'ultima, poi, ha fatto seguito una doverosa e giusta presa di posizione da parte del presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona. Non è mia intenzione difendere alcuno, né schierarmi a favore dell'estensore della denuncia e di quanti, alcuni dipendenti del Comune di Benevento, sono coinvolti nella vicenda (i coimputati con Spina, NDR).
Ritengo, però, giusto soffermare, volutamente, l'attenzione su quanto lo Spina dice e, per esperienza personale, ne condivido appieno l'asserito. Molte cose non vanno presso la Procura di Benevento ove operano anche magistrati degni di rispetto e fiducia. Ci sono alcuni, però, anche se si tratta di una sparuta minoranza, nei confronti dei quali il Consiglio Superiore della Magistratura, verso il quale anch'io mi rivolgerò, deve operare delle indilazionabili verifiche.
L'attuale procuratore della Repubblica, Giuseppe Maddalena, è uomo d'indiscussa preparazione e di moralità ineccepibile, però, qui, a Benevento, malgrado gli sforzi da lui tesi ad operare un cambiamento, sembra essere un ineccepibile direttore di orchestra che, però, in ultimo, non raggiunge l'optimum nell'esecuzione dell'opera, perché si imbatte nel violinista che non rispetta i tempi.
Anche se mi ero chiuso in un religioso silenzio dopo le note vicende dei mesi scorsi (il secondo troncone dell'inchiesta sui vertici dell'Udeur nell quale De Lorenzo è testimone d'accusa, NDR), ancora oggi, malgrado la schiacciante realtà che, anche con l'ausilio delle intercettazioni, ha smantellato un'intera Asl, qui, a Benevento, come se nulla fosse accaduto, si continua ad archiviare e qualcuno viene protetto solo per essere amico o medico del sostituto di turno.
Un Magistrato, mesi fa (...) si è dilettato prima del verdetto (..), - ho le dovute testimonianze - solo a criticare la stampa locale puntando il dito, segnatamente, contro 'Il Mattino' e 'Il Quaderno', a suo dire 'carta straccia'. Siamo a tanto! Parliamone! Discutiamone!
No, il Procuratore deve andare sino in fondo anche perché io, e con me tanti professionisti, attendo di sapere perché la mia città abbia taciuto e io sono stato costretto, fortunatamente, a essere difeso da un'altra Procura. E' questa la lotta, fors'anche l'ultima della mia vita, che, dinanzi al comportamento di queste ultime ore della Magistratura sannita, io porterò avanti con tutte le mie forze. Ecco perché, ieri mattina, mi sono rifiutato di rispondere in Procura a una informativa del procuratore della Repubblica.
Indagare sino in fondo, senza perdite di tempo, costituirebbe per quei magistrati che lavorano con abnegazione, qui a Benevento, un riscatto dopo il confronto (non così nel testo, NDR) con quanto è accaduto a Napoli. E, allora, non mi resta che associarmi a Spina, Luigi Giuliano, Maurizio Ionico e Ananmaria Villannacci (i tre coimputati sopra citati, NDR). Sì, è vero, anch'io ho verificato la procedura a senso unico di quel sostituto e di qualche altro magistrato.
Procuratore Maddalena, lei è un Magistrato oltremodo eccelso che ha operato gomito a gomito con quei colleghi partenopei che mi hanno salvato e, quindi, sediamoci e andiamo sino in fondo. Non si lasci travolgere in una realtà che non le appartiene. Se fosse stato per (l'inerzia, NDR) della Procura della mia città, dopo una vita professionale dalle mani pulite, oggi, io sarei stato licenziato solo perchè qualcuno intendeva difendere chi, per una vita intera, ha tenuto le mani nella marmellata. Le sembra giusto tutto questo? Io, da parte mia, non mi fermerò qui e denuncerò, qualora ancora inasoltato, a gran voce, le ingiustizie subite".