
Vincenzo Delli Veneri, segretario generale della FLC (Federazione Lavoratori della Conoscenza) CGIL di Benevento ha inviato una lettera per esprimere la propria contrarietà alla richiesta di non utilizzare un sistema automatizzato di rilevazione delle presenze per i docenti del Conservatorio Statale ‘Nicola Sala’ di Benevento. Di seguito il testo integrale.
“Al Conservatorio di Musica di Benevento si ha paura del badge: non si vuole che la presenza dei lavoratori sia verificata da un sistema di rilevazione automatizzata. È una volontà trasversale che unisce sindacati confederali, autonomi e Rsu (anche quelle elette nelle liste della Flc) che ha prodotto 7 documenti in cui si chiede al direttore e al presidente del Conservatorio di tornare indietro sulla decisione di documentare la presenza in servizio con l’utilizzo di un sistema automatizzato di rilevazione delle presenze.
Tutti i rappresentanti sindacali che stanno sostenendo questa battaglia affermano che i docenti non devono essere sottoposti al tale controllo citando normative e sentenze (spesso legate al mondo della scuola di cui i Conservatori non fanno più parte da più di 10 anni). Del personale tecnico-amministrativo non si preoccupano: già ‘timbrano’ dal rientro dalle festività natalizie. Eppure hanno lo stesso Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Certo il personale Ata svolge 36 ore settimanali per 45 settimane annue. Il personale docente in genere svolge 12 ore settimanali per 27 settimane l'anno e ha la possibilità di
avvalersi del monte ore, condensando in pochi mesi le lezioni che dovrebbero svilupparsi durante tutto l'anno.
La Flc, nel confronto avuto con l’amministrazione, ha chiesto che il sistema di controllo fosse applicato per tutti i lavoratori del Conservatorio e non ha cambiato idea. A chi fa paura un sistema di controllo automatizzato? Non certo a chi compie il proprio dovere! A chi ha rispetto del mondo del lavoro che lo circonda fatto di disoccupati, inoccupati, precari che aumentano e non ragiona in modo corporativo difendendo lo status quo, ma è pronto a confrontarsi con le loro difficoltà non chiudendosi nei loro egoismi. Non va giù a quei pochi e isolati docenti che non vogliono garantire la presenza minima prevista dal contratto sentendosi artisti a tutto tondo e, quindi, esonerati dalla valutazione temporale della loro prestazione; o di quelli che non vogliono proprio passare per il Conservatorio, convinti solo di dover pretendere lo stipendio a fine mese…
Eppure si è votato un nuovo direttore con l’auspicio che ci fosse un risveglio del senso di responsabilità da parte di tutti, e che si invertisse una modalità di partecipazione alla vita e al funzionamento dell’Istituzione, per realizzare una didattica di qualità, una produzione artistica che servisse a verificare le competenze acquisite dallo studente e che realizzasse un maggior coinvolgimento del territorio nelle politiche del Conservatorio. L’invito è per la maggioranza sana dell’Istituzione a isolare quanti vogliono impossibili ritorni al passato, improponibili anche rispetto all’attacco che viene ai pubblici dipendenti da parte del Governo che usa proprio il grimaldello dei fannulloni per disarticolare e distruggere il mondo dell’istruzione pubblica, in particolare quella dell'alta formazione”.