28/12/2011 :: 9:52:54

Dieci anni di euro: Il 1° gennaio 2002 entrava in vigore la moneta unica e si diceva addio alle vecchie lire


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1.936,27. Per quanto tempo questa cifra è rimasta impressa nella nostra mente, alla ricerca costante del conforto di un piccolo aggeggio oggi quasi completamente sparito dalla circolazione. Era il 1° gennaio del 2002. Mai come quella volta per tutti valse la formula “anno nuovo, vita nuova”. Imparammo a conoscere il convertitore, una calcolatrice che oltre alle solite funzioni tramutava il valore dell’euro in lira e viceversa. Fu il nostro tramite con la nuova moneta. La divisa unica, che circolava già da tre anni per tutte le forme di pagamento non fisiche, ci fece sentire più europei ma come per uno strano presagio non ci conquistò completamente. Le associazioni dei consumatori manifestarono da subito più di qualche preoccupazione e ai cittadini l’euro non fu così simpatico, alla luce di qualche arrotondamento di troppo, sempre per eccesso. Dai piccoli gesti quotidiani, ci accorgemmo che non sarebbe stato facile: la colazione al bar, l’autobus, il biglietto del cinema, la giocata al lotto. Tutto cominciò a costare un po’ di più, qualcosa anche il doppio e se ufficialmente il rapporto lira euro era quasi pari a 2 a 1, nel Paese reale avemmo la strana sensazione che 1.000 lire equivalesse ad una unità della nuova moneta. L’euro divenne da subito oggetto del contendere tra opposte forze politiche: a Silvio Berlusconi e alla sua parte non piacque mai, mentre il più europeo Romano Prodi e il centrosinistra lo considerarono un salto di qualità verso un futuro di benessere. Complicato giudicare chi avesse ragione allora. Troppi ostacoli imprevisti hanno intralciato un percorso di per sé non facile. Allora si disse che l’ingresso nell’unione monetaria era, oltre che auspicabile, inevitabile, che senza l’euro avremmo fatto la fine dell’Argentina che poche settimane prima era finita in default, termine in voga in questo momento. Fino al 28 febbraio 2002 ci fu una fase di doppia circolazione, finché il 1° marzo le lire terminarono il loro corso. Era stato fissato in 10 anni il termine per la prescrizione: monete e banconote ancora in corso legale all'introduzione dell'Euro potevano essere cambiate presso le filiali della Banca d'Italia fino al 29 febbraio 2012. Invece, il governo Monti ha decretato la prescrizione immediata delle monete e banconote il 7 dicembre 2011 (Art. 26 del D.L. 201/2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2011). Oggi, in molti, si interrogano sul futuro dell’unione monetaria. Secondo gli esperti, l’euro è stato il muro di contenimento delle diverse ondate di crisi ma la sua funzione non è mai stata ripagata dai singoli governi che non si sono preoccupati di risanare e rafforzare l’economia interna. E così, la divisa unica è diventata il capro espiatorio delle colpe dei singoli Stati. Oggi circolano 14 miliardi di banconote e 97 miliardi di monete, per un valore di 887 miliardi di euro. L’euro è utilizzato da 322 milioni di persone in 23 Paesi e permette di risparmiare fino a 25 miliardi l’anno. Scendendo dalle alte sfere ai mercati cittadini, in 10 anni i prezzi dei prodotti di largo consumo sono tutti aumentati. Il costo di un cono gelato è passato da 77 centesimi a 2 euro; quello della penna sfera da 0,26 a 0,80; per un tramezzino al bar nel 2001 bastavano 77 centesimi, mentre oggi costa 2,25. Una messa in piega dal parrucchiere è passata dai 9,81 euro a 16 euro. Non mancano le curiosità, anche la tariffa media dei parcheggiatori abusivi ha subito un’impennata, da 1,03 a 2 euro, mentre è diminuito (caso unico nella lista di cento prodotti stilata da Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) il prezzo del francobollo di posta prioritaria, sceso del 3,2% da 62 a 60 centesimi. Saranno felici i pochi italiani che hanno conservato l’abitudine a scrivere lettere e imbucarle nella cassetta della posta.
Laura De Figlio

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