26/07/2010 :: 18:19:31

Due giovani, una sfida: spingere a riguardare. A ottobre, alla Rocca, 10 artisti e 50 opere


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I curatori di 'Discorsi Visivi': Luigi Mauta e Augusto Ozzella.
I curatori di 'Discorsi Visivi': Luigi Mauta e Augusto Ozzella.

Nostro servizio - La scommessa di Augusto Ozzella e Luigi Mauta non è impari, nonostante possa apparirlo. Sono preparati, ostinati e tersi, perché giovanissimi. Vogliono avvicinare il pubblico beneventano all’arte contemporanea, ma non solo. Non gli interessa semplicemente attrarre. Vogliono far sì che il messaggio dell’artista non rimanga a corredo di una semplice memoria visiva. Pretendono che tutti, sia che facciano parte del pubblico avvezzo che di quello disordinato, intercettino il messaggio intrinseco all’opera, per poi farne quel che si vuole.

Si sperimenteranno a breve, dal 2 al 16 ottobre, con la mostra ‘Discorsi Visivi’, patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Benevento, come introduzione ai festeggiamenti per i 150 anni di quest’ultima. Sarà infatti ospitata negli ampi spazi espositivi che la Rocca dei Rettori può offrire.
10 artisti, 50 opere sono stati arruolati per la loro personale impresa. Scorrendo nomi e immagini, in effetti, è facile impressionarsi positivamente. Annalù, Massimo Canalini, Koroo, Loris Lombardo, Constantin Migliorini, Massimo Pasca, Marco Romano, David Robert Ross, Salvatore Troiano e Gabriella Cusani sono tutti artisti che già hanno mietuto successi e che gridano coi loro lavori fervore psichico e giovinezza, non per il semplice dato anagrafico ma per la qualità dell’operato.

L’arte è del resto il pane quotidiano di Ozzella e Mauta, da tempo. Il primo, infatti, dopo aver frequentato la scuola di Mario Ferrante, ha deciso di intraprendere un percorso artistico non esclusivamente pittorico, attratto dall’arte digitale. Ha così frequentato un corso di grafica pubblicitaria a Roma. Oggi è impegnato, invece, in uno di multimedia web design. Luigi Mauta, dopo essersi laureato in Storia dell’Arte, ha collaborato con la Provincia di Benevento all’allestimento e alla cura di alcune mostre. Oggi, segue la realizzazione di cataloghi d’arte, come critica e saggistica. Ma è stato lo stesso Mauta ad affermare: “A me non piace la definizione critica d’arte, preferisco invece immaginare il testo come introduzione all’artista. Si deve dare allo spettatore la possibilità di comprendere e partecipare attivamente all’opera: questa è l’idea su cui, io e Augusto, ci siamo basati per la mostra ‘Discorsi Visivi’. La nostra associazione, Cosmoart, è stata creata in contemporanea rispetto all’idea della mostra. Conta per ora 7 soci ma più di un artista ha già deciso di aderirvi. Vogliamo permettere un confronto su più dinamiche: letterarie, artistiche, musicali. Il pubblico dell’arte non deve essere di nicchia, vogliamo dialogare facendo emergere realtà poco conosciute”.

Su come abbiano fatto a incassare la partecipazione degli artisti hanno candidamente commentato entrambi: “Abbiamo scongiurato la sacralità dell’artista per la quale pare impossibile contattarli, avvicinarli. Li abbiamo chiamati, ci abbiamo provato! Con successo. In genere, l’artista è persona disponibile. Vuole esporre e in contesti diversi”. ‘Discorsi Visivi’ nasce da un’idea semplice, quella di lasciar parlare e confondere quelle degli altri. Non è stato necessario chiedere o ripercorrere sentieri battuti da altre mostre. “Ogni artista ha il suo archetipo – ha spiegato Ozzella - è bastato dargli spazio. Anche se porta avanti lo stesso discorso, quello della contemporaneità, lo fa in maniera visiva differente, pur confluendo in un medesimo alveo”. L’intimità, la libertà, la rivisitazione della tradizione vengono così raccontati con la pittura, la scultura, utilizzando supporti e materiali differenti. Annalù, ad esempio, lavora principalmente con la vetroresina, Pasca si esprime attraverso la Street art, i Koroo dipingono a quattro mani.

Su tutto e tutti, però, Mauta e Ozzella, tengono a ribadire il loro obiettivo. “Il nostro lavoro – hanno affermato sorridendo - è una porta appannata su ciò che desideriamo:  spiegare l’anfratto di ogni opera. Ci piace immaginare che lo spettatore possa passare indifferente e poi sentire l’impulso di ritornare, non arrestarsi al semplice ‘va bene, l’ho visto, possa andare avanti’. Il presidente della Provincia di Benvento, Aniello Cimitile, e il suo assessore alla Cultura, Carlo Falato, sono stati entusiasti, dandoci la possibilità di lavorare per porre in opera, senza chiacchiericci”.
Nella prima sala, dello spazio loro riservato alla Rocca, Mauta e Ozzella hanno deciso di esporre un’opera per ogni artista. Poi, creeranno i discorsi visivi, grazie al nesso artistico tra un’opera e l’altra, in maniera di decidere consequenzialità nella pluralità. Il catalogo, per la Gangemi editore di Roma, oltre al contributo critico di Mauta, conterà pure quello del maggiore Massimo Rossi Ruben, responsabile del patrimonio archeologico per la Guardia di Finanza di Roma.
Un ‘in bocca al lupo’ allora a questi due ragazzi, forse visionari, forse profeti nell’affermare: “Benevento ha tutte le possibilità per farsi valere, mantenendo intatta la sua forte timbrica culturale, senza rubare. Nulla a nessuno”.
Tiziana Nardone

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