
Erminia Mazzoni, europarlamentare sannita e componente della Direzione Nazionale del Popolo della Libertà, abbandona la sua consueta riluttanza a farsi coinvolgere nell’esasperato scontro interno nel partito sannita e, con una nota, inevitabilmente, si schiera contro l’area De Girolamo. La componente che fa capo alla deputata e coordinatrice provinciale dei berlusconiani, infatti, ha chiesto sabato sera l’adozione di provvedimenti disciplinari punitivi contro i 12 rappresentanti (consiglieri comunali di Benevento e provinciali) dell’opposta area interna, che fa capo al senatore Pasquale Viespoli. Questi, a loro volta, avevano duramente attaccato la De Girolamo chiedendole anche di fare un passo indietro nella guida del partito sannita. Di qui una serie di accuse vicendevoli sfociate nel definirsi, l’un l’altra fazione, cricche e cricchette di potere e di sottopotere.
La Mazzoni ora dice che le questioni locali non vanno equiparate, con meccanica trasposizione, a quelle nazionali che vedono contrapposti Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. Nel Sannio lo scontro è su precise vicende locali che vanno affrontate, anche in duro pubblico confronto, includendo e non escludendo, come da parte dell’area De Girolamo si vuol fare, con editti, i dissenzienti che pure hanno svolto e svolgono un ruolo essenziale nella forza del PDL.
Di seguito la nota di Erminia Mazzoni:
“Il Presidente Berlusconi ha detto ‘dobbiamo radicarci sul territorio, iniziare a coinvolgere la gente, tornare a parlare con le persone in strada’. Le parole d’ordine sono dunque inclusione, partecipazione, condivisione. L’espulsione dei consiglieri comunali e provinciali di Benevento, chiesta per sanzionare la loro istanza di dialogo, suona ancor più stonata in questo contesto.
Come è possibile pensare di ricucire il rapporto con i cittadini, sbarrando la strada a chi ha costruito il consenso e ha negli anni fatto crescere la partecipazione civile intorno al messaggio del Presidente Berlusconi?!
Stiamo vivendo un momento delicato, nel quale il nostro partito avrebbe bisogno di pacieri non di guerrafondai. Vedere nemici ovunque non aiuta a far chiarezza. E soprattutto rivedere in ogni spinta democratica che venga dal basso una riproduzione della dialettica Fini-Berlusconi, attribuisce alla vicenda un peso e un significato che essa non ha. E’ un boomerang che torna e colpisce solo il PDL.
Non sarebbe più lineare, inviare una lettera di convocazione a eletti e iscritti per una liberatoria assemblea aperta a tutti? La festa, sarebbe sicuramente più vissuta. Un partito non può reggersi su editti comunicati a mezzo stampa”.