
A pochi minuti di distanza, botta e risposta, pro e contro l’arrivo di Errico, tra i berlusconiani beneventani. Da una parte una nota di pluso del coordinatore provinciale e sottosegretario Nicola Casentino (diffusa dal Coordinamento Provinciale), dall’altra parte la censura del coordinatore beneventano del Partito Nicola Boccalone. In serata, è poi giunto un ulteriore intervento del sottosegretario Pasquale Viespoli che esplicitamente contesta le affermazioni di Cosentino.
L’improvviso e sorprendente arruolamento nel Popolo della libertà del Sannio, del consigliere regionale uscente Fernando Errico, una delle massime espressioni locali dei mastelliani,annunciata dalla coordinatrice provinciale del partito, Nunzia De Girolamo, come era da attendersi ha nuovamente lacerato il Pdl. Dopo alcuni interventi a favore, è arrivata domenica la reprimenda del consigliere comunale cittadino, Ettore Martini, che, senza perifrasi ha parlato di operazione di bassa cucina politica.
Oggi Nicola Boccalone aggiunge: “Il reclutamento di relitti politici è impolitico, irresponsabile, inopportuno e irrispettoso dei principi ispiratori su cui è stato fondato il Pdl: rinnovamento e meritocrazia. Senza alcun pudore, oggi dobbiamo assistere addirittura l’esibizione del trofeo, come simbolo della capacità di fare inclusione politica. Una caduta di stile che, peraltro, incide negativamente anche nei rapporti di civile convivenza con gli attuali alleati. Tutto questo per consentire solo a qualcuno di recuperare qualche manciata di preferenze.
Non ci si può ridurre a questo per un piatto di lenticchie. Errico non potrà essere mai simbolo di rinnovamento! Non è neanche frutto di valutazione e sintesi di un percorso politico, all’interno dello stesso partito. A questo punto, bisogna anche chiedersi quanto costano al Pdl in termini di consenso quelle quattro preferenze che presumibilmente si verificheranno in agro sannicolese e santangiolese?
Il Pdl non ha bisogno di classe dirigente di risulta. Ha sufficiente consenso per puntare su quella propria. Errico e Arnaldo Falato, altro neo-acquisto, non credo che potranno essere sintesi del Pdl per rappresentare in futuro elettorato passivo. Sarebbe un’offesa per tutti coloro che per anni hanno profuso energia e passione nell’ambito dei contenitori politici che hanno deciso di sciogliersi per dare vita alla nuova stagione politica attraverso il Pdl.
Perché accade tutto questo? Il PdL locale non ha assolutamente equilibrio di indirizzo politico. Nato sì, per quote, è stato, però, impostato per decidere all’unanimità tra le numerose componenti partitiche che lo hanno fondato. A Benevento oggi assistiamo alla svendita di una straordinaria storia politica intrisa di passione, di governo e di opposizione. L’attuale vertice locale del Pdl è animato da un’unica causa: l’elezione di Luca Colasanto, al quale anche la Marcella Sorrentino è chiamata a dare il proprio contributo. Come se fosse un accessorio “usa e getta”.
La politica con le sue ragioni e i suoi valori è stata seppellita dalle debolezze e dalla voglia di riscatto di chi vive da tempo nell’emarginazione. E’ deplorevole, anche, il silenzio di chi avrebbe dovuto sentire il dovere di intervenire quando si sono verificati attacchi personali a mezzo stampa, con offese a chi ha contribuito a scrivere la storia della città. Chi tace acconsente. Bisogna evitare di fare campagna elettorale così partigiana e antidemocratica, non disdegnando di ricorrere anche al baratto.
La politica ha immediato bisogno di riaffermare le sue regole; bisogna mobilitarsi per ripristinare le ragioni che hanno portato alla costituzione del Pdl. Risolutezza e decisione per affermare coerenza e compattezza, altrimenti rischiamo di sfiorare il ridicolo con manifestazioni e adesioni che non potranno mai rappresentare l’idea del rinnovamento”.
Nicola Boccalone non lo dice esplicitamente, ma sembra abbastanza chiaro che individui nel coordinatore provinciale vicario, Roberto Capezzone (come Boccalone e Martini ex AN, il partito la cui storia locale il coordinatore cittadino rammenta e difende) colui che, tacendo, sta acconsentendo all’azione politica della De Girolamo da molti ex alleatini tanto duramente censurata.
E veniamo all’opposta parte del Pdl che, invece, esprime tutta la sua soddisfazione per l’arrivo dell’ex segretario provinciale ed ex capogruppo in Consiglio Regionale per l’Udeur. Dice oggi Nicola Cosentino: “L'adesione del dottor Fernando Errico al Popolo della Libertà rappresenta un importante valore aggiunto per il partito sannita e campano”.
“Egli ha sempre dimostrato grandi capacità di rapportarsi con il territorio e di rappresentarne le istanze nelle istituzioni – ha aggiunto il coordinatore regionale del PDL -. Ringrazio la coordinatrice provinciale del Sannio Nunzia De Girolamo per l'impegno profuso affinché l'ex consigliere regionale aderisse al Pdl. E' sicuro che il coinvolgimento diretto dell'amico Errico nella campagna elettorale rafforzi il ruolo di leadership del Popolo della Libertà anche nel Sannio.
Il Popolo della Libertà è un partito uovo, grande, popolare e di massa che deve includere e non escludere, ovviamente senza calpestare alcuno. Ad Errico, che alle scorse regionali fu in termini percentuali tra i consiglieri regionali più votati d'Italia, l'augurio che possa lavorare serenamente e con la sua solita capacità al servizio del Pdl, del Sannio e dei sanniti”.
Infine la nota integrale di Viespoli: "In merito alla dichiarazioni dell’onorevole Nicola Cosentino, in relazione all’annunciata adesione al Pdl dell’ex consigliere regionale Fernando Errico". " Ho sempre pensato e continuo a ritenere - ha detto il senatore beneventano - che il Pdl non ha tanto un problema di consenso, quanto di rappresentazione del consenso, cioè, di qualità della politica e della classe dirigente che ne consolidi la credibilità, l’attrattività e, appunto, la capacità rappresentativa".
"Sicché il PdL - ha concluso Viespoli - per crescere non ha bisogno di aggregare pezzi di vecchia classe dirigente alla ricerca di nuove protezioni. Anzi, in questo modo rischia di appannare il suo profilo di forza motore del cambiamento e del rinnovamento e di apparire forza di conservazione che alimenta opportunismo e trasformismo”.