28/01/2010 :: 18:27:25

Fibrillazione atriale, studio pubblicato su Jama: unico italiano a parteciparvi il beneventano Carlo Pappone


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Carlo Pappone
Carlo Pappone

Un importante studio sulla fibrillazione atriale, con il coinvolgimento di 19 centri in tutto il mondo, è stato pubblicato dallo Jama (Journal of American Medical Association). Uno dei principali autori dello studio è il professor Carlo Pappone, beneventano e medico di fama internazionale, attualmente direttore del Dipartimento di Aritmologia di Villa Maria Cecilia Hospital di Ravenna. Pappone è anche l’unico italiano ad aver partecipato a questo studio.

Secondo alcuni dati pubblicati in data odierna dallo Jama, scrive nella nota l'ufficio stampa della Johnson & Johnson Medica che dà la notizia, “i pazienti che sono stati trattati tramite ablazione effettuata con cateteri per mappaggio e ablazione a punta irrigata, hanno dimostrato esiti notevolmente migliori dopo un anno rispetto a pazienti trattati con terapia farmacologica. Inoltre, i pazienti sottoposti ad ablazione trans-catetere hanno fatto registrare un numero di sintomi notevolmente inferiore e una migliore qualità della vita".

La fibrillazione atriale, conosciuta più comunemente come FA, è il disordine cardiaco più comune, e da cui si stima che siano affette più di 20 milioni di persone in tutto il mondo. La FA è anche una delle cause più comune di ictus fra gli ultrasessantacinquenni. Nel corso della procedura di ablazione trans-catetere, viene inserito un catetere nel cuore che distribuisce energia in quelle aree del muscolo cardiaco responsabili dell’alterazione del ritmo. Questa energia 'interrompe' il percorso del ritmo anormale.

Dopo un anno, il 66% dei pazienti curato mediante ablazione trans-catetere non ha presentato alcuna FA sintomatica documentata, rispetto al 16% dei pazienti trattati con terapia medica, comunemente conosciuta anche come somministrazione di farmaci antiaritmici o FAA (95% 0.19, 0.47; P < .001). Inoltre i punteggi sulla qualità della vita sono aumentati notevolmente nei pazienti curati con ablazione a tre mesi, e questo miglioramento è stato riscontrato nuovamente dopo un anno. Secondo questo studio la cura dell’ablazione, che ristabilisce e mantiene il ritmo sinusale, è associato ad una migliore qualità della vita”.

In merito Carlo Pappone aggiunge: "Questo studio randomizzato prospettico multicentrico conferma, in modo definitivo, ciò che gli elettrofisiologi sostengono e dimostrano da anni: la fibrillazione atriale può essere curata utilizzando la tecnica dell'ablazione transcatetere mediante radiofrequenza. Questa tecnica, oltre a migliorare la qualità della vita dei pazienti, evita gli effetti collaterali di una terapia farmacologica a lungo termine. Pertanto è auspicabile che questo lavoro diventi un punto di riferimento fondamentale nella ricerca scientifica, allo scopo di debellare la fibrillazione atriale".

“Il trial clinico – contimua la nota - era un trial randomizzato, controllato di pazienti con FA sintomatica parossistica, i cui sintomi non erano controllati, che assumevano almeno un FAA e avevano avuto almeno tre episodi di FA nei sei mesi precedenti la partecipazione al trial. Hanno partecipato in tutto 167 pazienti provenienti da 19 località di tutto il mondo. L’esito primario di efficacia era la totale mancanza di recidiva di FA sintomatica a seguito della conferma dell’esito della procedura di ablazione e senza un nuovo uso di FAA o di una nuova procedura di ablazione al di fuori dei criteri definiti dal protocollo.

Il gruppo sottoposto ad ablazione trans-catetere ha dimostrato anche un eccellente profilo di sicurezza con nessun evento avverso grave correlato al dispositivo, quale morte, un attacco di cuore, ictus, un incidente cerebro - cardiovascolare, un arresto cardiaco o una perforazione atriale nei sette giorni dopo l’ablazione. Ancora più importante, si è osservato che l’incidenza della cura relativa agli eventi avversi, misurata a 30 giorni nel gruppo dei pazienti sottoposti ad ablazione, era circa la metà di quella del gruppo FAA (5% vs 9%) e non sono state riscontrate stenosi delle vene polmonari nei pazienti che avevano ricevuto l’ablazione.

La FA è il disordine più comune del ritmo cardiaco, eppure meno di 110.000 pazienti all’anno sono curati mediante ablazione. Gran parte dei pazienti con FA è oggi curata con FAA anche se in circa la metà di essi i farmaci non controllano i sintomi della FA. Nel 2006 le maggiori società mediche fra cui l’American Heart Association, l’ American College of Cardiology e la European Society of Cardiology hanno raccomandato l’ablazione trans-catetere come terapia di seconda linea per la FA”.

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