26/07/2010 :: 20:5:0

Fini: Cosentino si dimetta da coordinatore del PDL, nessun processo a Granata


A+

A-


stampa

segnala ad un amico

commenta

Share
Pasquale Viespoli e Gianfranco Fini
Pasquale Viespoli e Gianfranco Fini

“La difesa della legalità deve essere una bandiera dell'azione politica del Pdl: occorre distinguere la giusta tutela del garantismo, perché si è innocenti fino al terzo grado, dall'opportunità, in certi casi, di continuare a mantenere incarichi politici quando si è indagati”: parole di Gianfranco Fini che non arretra, nonostante i duri attacchi rivoltigli da vari dirigenti nazionali del partito (e pure dalla deputata sannita Nunzia De Girolamo), tesi a fargli prendere le distanze dal deputato, della sua area, Fabio Granata.

Questi aveva espresso critiche su come certi settori delle istituzioni lottino la mafia, in particolare, ha considerato negativamente la decisione del sottosegretario pidiellino Alfredo Mantovano, di negare la protezione al pentito Gaspare Spatuzza che, con le sue dichiarazioni, ha riaperto l’inchiesta sull’uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta, nella quale ora appaiono implicati pezzi dello Stato.

Fini non deflette dalla campagna di moralizzazione nel partito avviata dai suoi. “Mantenere incarichi per chi è indagato è una questione di opportunità politica che dovrebbe far riflettere”. Lo ha detto riferendosi al coordinatore regionale della Campania Nicola Cosentino, aggiungendo: “Non capisco come mai si sia dimesso da sottosegretario e non dalla carica di partito”.

Com’è noto Cosentino si è dimesso dopo l’emersione dell’indagine sulla P3 e la vicenda del dossieraggio ai danni del governatore campano Stefano Caldoro. Vicenda alla quale Cosentino, pur essendosi dimesso, s’ è detto estraneo...

Un altro finiano, Adolfo Urso, ha invece fatto riferimento a Denis Verdini, uno dei tre coordinatori nazionali del PDL, chiedendone le dimissioni da coordinatore del Pdl dopo quelle già rassegnate da presidente del Consiglio d’amministrazione del Credito Cooperativo Fiorentino. Anche in questo caso il riferimento è alle indagini della Procura di Roma sulla P3.

A proposito delle punizioni disciplinari contro Fabio Granata, vicepresidente dell'Antimafia, Fini oggi ha aggiunto. "Quando si pone la questione morale non si può essere considerati dei provocatori e non si può reagire con anatemi o minacciando espulsioni che non appartengono alla storia di un grande partito liberale di massa”.

Tuttavia Fini non vuole andar via dal partito e così ha concluso rivolgendosi alla amica area di Generazione Italia: “Sentiamo il dovere di impegnarci nel Pdl. In questo momento di confusione è essenziale avere le idee chiare. Il primo punto fermo è mantenere l'identità e la nostra casa. Rafforzare il Pdl significa avere meccanismi concordati e discussi prima, dato che il Pdl è un grande partito che esprime ormai la classe dirigente del Paese”.

commenti presenti 1 » LEGGI
^ torna in alto » Tutti gli articoli di






  Notizie correlate

Cerci case?
GoHome immobili