
Il Consiglio Provinciale di Benevento ha ricordato oggi l’Olocausto degli ebrei nella “Giornata della Memoria”. Alla riunione erano presenti il presidente del Tribunale Rocco Carbone, Autorità militari e don Nicola De Blasio, in rappresentanza dell’arcivescovo metropolita Andrea Mugione. Nel resoconto dell'Ufficio Stampa della Rocca dei Rettori si legge:
"La riunione del Consiglio Provinciale di Benevento è cominciata con un minuto di silenzio in onore delle vittime della Shoah. I lavori sono stati introdotti da un discorso del presidente del Consiglio Giuseppe Maria Maturo che ha contestato l’opinione secondo la quale il “Giorno della Memoria” sia da ritenere solo una occasione rituale e protocollare, la Giornata della Memoria di quella immane tragedia è un evento necessario per consegnare alle giovani generazioni un forte ammonimento perché quanto successe allora non abbia mai più a ripetersi.
E’ stata quindi presentata dagli allievi del De La Salle una drammatizzazione sulla deportazione verso la fine della Seconda Guerra Mondiale di alcuni carabinieri che si rifiutarono di obbedire agli ordini ricevuti di perseguire gli Ebrei. E’ stato quindi proiettato un breve filmato realizzato dagli stessi allievi del Liceo beneventano sullo stesso argomento con testimonianze dei protagonisti del tempo.
Don Nicola De Blasio ha letto quindi un messaggio di Mugione. L’arcivescovo ha affermato che la vicenda delle persecuzioni ebraiche segna un “punto di non ritorno” per l’Umanità: le conquiste scientifiche e tecnologiche di quel tempo servirono per distruggere un popolo. "Da quei terribili eventi – ha scritto Mugione - nacque tuttavia la consapevolezza di impedire in futuro simili nefandezze"
Attilio Petrillo, segretario territoriale generale della CISL, ha sviluppato un parallelo tra le situazioni socio-economiche degli Anni Venti e Trenta del secolo scorso e quelle attuali. Pasquale Casciello dell’Associazione di volontariato “Accademia Kronos - Amici animalisti e ambientalisti” ha invece rievocato il 28 settembre 1943 allorché furono uccisi il padre e il fratello dai soldati tedeschi. Ancora oggi, ha detto Casciello, resta la domanda di allora: “perché?”. Purtroppo, ha detto Casciello, la Giornata della Memoria non è ancora riuscita ad attenuare egoismi e barbarie ai danni dei diseredati, come i fatti di Rosarno dimostrano. La giornalista Enza Nunziato ha denunciato una grave mancanza di partecipazione e compostezza in questa Giornata e ha invocato invece maggiore riflessione su questi temi per consegnare ai giovani degli autentici insegnamenti e non un vuoto rituale, infule ed anzi dannoso.
Avviando gli interventi dei consiglieri provinciali Spartico Capocefalo ha riconosciuto che esiste un calo di partecipazione ed una forte disattenzione nei confronti degli ideali del rispetto della dignità umana, della libertà e della democrazia, unitamente alla stessa condanna dell’antisemitismo e ha auspicato che il mondo della Scuola incrementi i propri sforzi per ricordare la Shoah. Angelo Capobianco ha quindi detto che la Giornata della Memoria costituisce una grande opportunità per tutti per un rinnovato impegno a ricordare e riflettere sugli orrori della Shoah.
Gennaro Capasso ha aggiunto che nel nostro tempo non si sono certo esaurite pratiche e politiche che umiliano l’uomo sia dal punto di vista dei diritti politici che di quelli civili. Si rende necessario pertanto uno scarto in avanti di valori e di impegno per nuove manifestazioni di accoglienza e solidarietà.
Giuseppe Lamparelli ha voluto ringraziare i ragazzi del Liceo De La Salle per l’insegnamento da loro generosamente offerto a tutti in materia di rispetto della dignità umana. Luca Ricciardi ha ricordato che i giovani vivono oggi in democrazia e libertà: sono, questi, beni preziosi per noi che vengono da un passato di atroci sofferenze. Questo patrimonio di valori deve essere tramandato dalle giovani generazioni, combattendo ideologie e tecnologie nefaste che vengono dirette contro tanti altri uomini, contro tanti altri popoli.
Paolo Visconti, invece, ha espresso la sua indignazione perché manca in molti il senso e il valore della solidarietà, dell’amore nei confronti del nostro prossimo, e la stessa pietà. Occorrono nuovi impegni da parte di tutti perché vicende come le morti innocenti di Castelvolturno o Rosarno non passino sotto silenzio e tra l’indifferenza generale.
Il presidente della Provincia Aniello Cimitile ha ammesso il rischio che la Giornata diventi una “cerimonia” e non più una “Memoria”. Ma, a suo dire, è necessario andare avanti nel ricordo: la memoria – come insegna la cultura ebraica - non è un valore generico, ma è un valore sacro, perché è uno degli attribuiti di Dio. Lo stesso popolo ebraico esiste ancora proprio perché coltiva la memoria di sé; del resto nessun popolo esisterebbe senza la memoria.
Presenti anche gli allievi Lucia Amato, Alessandra Renis, Morgan Rinaldi, Renato Frangiosa, Claudio De Minico. Simone Razzano, Vincenzo Mercaldi e Nicola Iarusso in rappresentanza degli alunni del Liceo Classico De La Salle di Benevento".