
Non sempre l’amore per la musica comincia con un colpo di fulmine, ma una passione più consapevole e “ragionata” porta spesso ad un viaggio ugualmente pieno di soddisfazioni. E’ questo il caso di Giovanni Francesca (classe 1978), chitarrista beneventano per il quale lo strumento è stato amore a “seconda vista”.
“Ho iniziato a suonare la chitarra a nove anni circa - racconta il musicista - stimolato da mio padre, chitarrista e appassionato di musica, ma la mia prima esperienza con questo strumento è durata solo pochi mesi”. Il piccolo Giovanni, infatti, preferiva di gran lunga giocare a calcio, piuttosto che ‘perdere’ tempo a pizzicare corde e studiare solfeggio, “così - continua - non ho più ripreso una chitarra in mano fino all’età di sedici anni quando, ascoltando il sound-check di un gruppo insieme ad un mio amico, ci ritrovammo a condividere alcune vecchie passioni, fra cui la musica e la chitarra. Da quel momento, la musica non mi ha più lasciato, e io non ho lasciato lei”.
Il diploma in chitarra classica sotto la guida del maestro Mario Fragnito è stato un primo traguardo, ma “durante gli anni del Conservatorio - spiega Giovanni - suonavo anche tantissimo rock, passavo le giornate a imitare i miei chitarristi preferiti e mi capitava spesso di suonare musica leggera in piccoli gruppi di piano bar”.
L’amore per il jazz è arrivato poco dopo. “Ero molto attratto dall’improvvisazione e il mondo del jazz mi ha molto affascinato. Ho studiato con il maestro Pietro Condorelli, ho frequentato diversi seminari, tra i quali quelli di Siena Jazz, ed è stato proprio in quel periodo che ho imparato molte cose riguardanti l’armonia, la musica d’insieme e il ritmo”. I modelli musicali di Giovanni Francesca sono stati molti e vari, “tutti diversi l’uno dall’altro e tutti passeggeri. Ho sempre cercato di prendere il meglio da ognuno e di assimilare le cose che ritenevo più adatte alla mia sensibilità musicale, ma fra quelli a me più cari posso citare i Led Zeppelin, Bach, Miles Davis, Bill Frisell, Pink Floyd, Brad Mehldau, John Coltrane, Mozart, Cuong Vu, John Scofield, Radiohead, tutti musicisti o formazioni molto diversi fra loro, ma ognuno dei quali ha contribuito in qualche modo ad aggiungere un tassello alla mia formazione”.
Molte le esperienze che il giovane chitarrista ha accumulato nel suo percorso musicale. “Ho avuto molte soddisfazioni durante gli otto anni in cui ho suonato con Mino Reitano, con la possibilità di suonare in splendidi teatri e sale da concerto in America, Australia, Canada e in giro per l’Italia e di partecipare a svariate trasmissioni televisive”. Anni particolarmente formativi, dunque, anche per la stretta collaborazione con il maestro Alterisio Paoletti, “da cui ho imparato molte cose”.
Più recente e altrettanto formativa è stato poi il sodalizio artistico con l’ormai affermato trombettista Luca Aquino. “In particolare ho contribuito alla realizzazione del suo album Lunaria in qualità di compositore con i pezzi ‘A piccoli Passi’ e ‘Nuvola Grigia’, l’ultimo dei quali vede la partecipazione del trombettista Roy Hargrove, e in qualità di arrangiatore per la cover dei Radiohead, ‘No Surprises’, cantata da Maria Pia De Vito”.
Molteplici sono state anche le attività in sala d’incisione, che rappresentano una dimensione estremamente creativa e formativa per il musicista. “Ho sempre cercato di realizzare ciò che mi veniva chiesto inserendo elementi caratterizzanti del mio modo di suonare. Ricordo con particolare affetto la partecipazione all’album di Reitano ‘La mia canzone… le mie canzoni’, che fu la mia prima esperienza professionale in sala d’incisione, a cui si sono aggiunte le registrazioni di due album di Albano Carrisi, ‘Buon Natale’ e ‘Ti Parlo del Sud’, e dell’album di Cristel Carrisi ‘I Promise’, a cui partecipai anche come co-arrangiatore”.
A ciò il chitarrista ha aggiunto altre interessanti collaborazioni, come quella con il cantautore Umberto Romano, in qualità di chitarrista e arrangiatore, la pubblicazione dell’album omonimo con il KoanQuartet e il primo lavoro dei Rosso Rubino intitolato ‘Tecniche d’approccio’. “Un progetto a cui tengo particolarmente - conclude Giovanni - è ‘Telegraph’, un trio composto da me, Dario Miranda al contrabbasso e Aldo Galasso alla batteria. Abbiamo registrato un disco di prossima uscita, basato sulla musica improvvisata, con delle atmosfere che ammiccano alla musica nord europea, al rock, alla classica e soprattutto alla sperimentazione sonora”.
La musica è quindi assoluta protagonista della vita del nostro chitarrista, che però trova sempre del tempo per “le cose che mi fanno stare bene, come leggere, stare in silenzio, guardare un film, correre, stare con gli amici. Una cosa a cui dedico molto tempo è l’insegnamento, mi regala molte gioie”.
E ora? “Sto lavorando a un progetto mio, fatto di mie composizioni, che raccoglie tutte le esperienze vissute fino ad ora. Ho terminato le registrazioni già da un po’ e spero, impegni permettendo, di pubblicarlo quanto prima”. Restiamo, dunque, in attesa!
Link: www.myspace.com/giovannifrancesca
Carlotta Nobile