
Un cittadino beneventano ci ha inviato questa sua doglianza che di seguito pubblichiamo. La lettera è firmata, ma il mittente ci ha chiesto di non divulgare le sue generalità per motivi di riservatezza.
"Vi scrivo queste quattro righe per testimoniarvi lo stato di disagio di chi resta in città e paga anche le conseguenze della privatizzazione dei servizi postali. La Costituzione garantisce il diritto alla corrispondenza ma a Benevento no. In data 11 Agosto un addetto al recapito postale bussa al citofono di casa mia, ma per un problema tecnico lo stesso non squilla.
Lo stesso rilascia un avviso per una raccomandata (o presunta tale) nella cassetta postale, indirizzata a mia moglie. Sull'avviso si legge a chiare lettere che la stessa può essere ritirata solo a partire dalle ore 10,30 del giorno successivo negli uffici della società privata in una nota strada di Benevento.
Mia moglie sotto la canicola estiva il giorno 12 si reca presso tale ufficio e con grande sorpresa trova un cartello che comunica la chiusura dal giorno 10 e fino a tutto il 15 Agosto 2010. (c'è allegata la fotografia).
Mi chiedo: a cosa è servito privatizzare? Non era meglio tenerci le nostre Poste e Telecomunicazioni?
Almeno, se vuoi. puoi protestare con qualcuno.
Esiste un sistema di garanzia in casi come questoi? A chi è possibile chiedere un intervento? L'ho comunicato anche alla Prefettura (via mail) ma in questi giorni, forse, anche loro sono chiusi per ferie, perché nessuna risposta mi è pervenuta. E se questi privati dovessero chiudere per sempre quella raccomandata potrà mai essere ritirata?
A voi i commenti io sono rimasto senza parole".
Lettera firmata