03/01/2012 :: 10:46:13

I negozianti bocciano le aperture libere: 'Penalizzanti, si apra il confronto con Comune e Camera di Commercio'


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Gianluca Alviggi, presidente provinciale Confesercenti
Gianluca Alviggi, presidente provinciale Confesercenti

“Un vero disastro” è questa la previsione del responsabile della Confesercenti del Sannio, Gianluca Alviggi al Quaderno.it, sulla norma contenuta nella manovra Monti che prevede la liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali. La misura, secondo Alviggi, è stata “decisa da chi non conosce affatto le dinamiche di questo settore e non è stata osteggiata abbastanza dai vertici nazionali delle associazioni di categoria”.
Intanto la rivolta dei negozianti è già partita dalla Capitale dove Confesercenti minaccia la serrata, ossia lo sciopero generale del settore, “contro i continui interventi di governi nazionali e locali che colpiscono esclusivamente le piccole e medie imprese del commercio”. Per Alviggi, “non è con le aperture incontrollate che si favoriscono il lavoro e le imprese, al contrario si polverizza un qualcosa che già non esiste più, le piccole attività e i negozi di vicinato. Le nostre attività sono prevalentemente a conduzione familiare con uno, al massimo due o tre dipendenti. In queste condizioni, è inimmaginabile una turnazione adeguata al meccanismo previsto”. Non c’è dubbio, invece, che la legge favorisca la grande distribuzione. Secondo Confesercenti Benevento, inoltre, con la liberalizzazione non si avvantaggerebbero nemmeno i consumatori: “I primi giorni di promozioni – i saldi avranno inizio il 5 gennaio in tutta la Campania – sono un vero default. La domanda è bassissima e l’offerta è incontrollata: una condizione insostenibile. A questo punto non resta che sperare nella concertazione: “Auspichiamo – dice Alviggi – tavoli di confronto con il Comune, la Camera di Commercio e le associazioni di consumatori, sui quali possano convergere gli interessi di tutti. È fondamentale adottare forme di tutela affinché il mondo del commercio non si trasformi in una giungla. Bisogna ricominciare tutto daccapo, dopo che il settore è stato stroncato da chi non ne sapeva nulla”.
Laura De Figlio

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