
Il Comitato Precari Insegnati e personale ATA in una nota odierna attaccano i parlamentari ed europarlamentari sanniti, eletti nel PDL, Nunzia De Girolamo, Pasquale Viespoli e Clemente Mastella, perché sordi alla loro protesta, in particolare a quella di loro due colleghe insegnanti che, da giorni, attuano uno sciopero della fame. Contestualmente chiedono un incontro all'acivescovo Andrea Mugione.
I precari censurano i consueti attacchi, reciproci, tra i massimi dirigenti del PDL sanniti "la vostra ira inerente alle mancate nomine e spartizioni di cariche ha generato ira e ribellione. Per il bene individuale e personale giustamente è fondamentale attuare qualsiasi forma di mobilitazione: dalle ingiurie alle minacce e ai ricatti" Tuttavia, dai politici chiamati in causa, secondo i precari, "nemmeno una parola spesa per dei lavoratori che da anni provano ad instaurare un confronto e tentano di farsi
ascoltare (...) Abbiamo scioperato, presidiato, chiesto incontri improduttivi, fatto file alle vostre porte, siamo saliti sui tetti e ora in sciopero della fame. Naturalmente a parte le solite parole formali non è seguito nulla se non il perseverare della lotta per la vostra poltrona. Cosa si deve fare per riottenere quella dignità calpestata e sottratta con la forza? I vostri silenzi, i vostri avalli in Parlamento vi rendono complici di questa situazione. Ci vergogniamo di essere Sanniti prima e Italiani poi. Siamo in un Paese cristiano voi tutti vi proclamate tali ma solo a parole".
Poi l'appello al capo dell'Arcidiocesi beneventana: "Ci rivolgiamo al vescovo Mugione e lo invitiamo a raggiungerci al Presidio (in Via Torre della Catena, NDR) a parlare con Daniela e Monica , a cercare di convincerle a desistere. Ci auguriamo che le Sue parole aprano la mente e il cuore di quei politici (...) Le colleghe non stanno ricamando una coperta,scioperano, non si nutrono, sono deperite e hanno perso già 5 chili. A cosa si deve arrivare per ricordare a voi tutti che il Vostro mandato vi impone di occuparvi della popolazione civile e delle loro problematiche, per ricordarvi che percepite migliaia di euro grazie al loro voto, che avete prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione? Saliremo sui tetti in sciopero della fame se necessario ma non di certo intendiamo arrenderci al vostro silenzio di comodo frutto di una mancanza di risposte valide da dare a noi lavoratori e alla popolazione beneventana tutta. Perdereste faccia e voti e per il bene di voi stessi non conviene!".