15/12/2009 :: 16:1:35

Il filosofo Aldo Masullo all’Università del Sannio per la rassegna dell’Adisu


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Aldo Masullo all'Università del Sannio
Aldo Masullo all'Università del Sannio

Dopo l’incontro con Alessandro Cecchi Paone, la rassegna “AllenaMENTI” è proseguita stamane con il filosofo Aldo Masullo, introdotto dal presidente dell’Azienda per il diritto allo studio, Paolo Ricci, e dal giornalista Gennaro Caravano. La manifestazione, organizzata dall’ADISU di Benevento, ha voluto mettere al centro il ruolo dello studente e le funzioni dell’Università.

“Credo che oggi tutte le generazioni in campo abbiano un unico dovere che è anche un unico interesse: quello di non interrompere il dialogo con le giovani generazioni – ha affermato Masullo -. Una società che non è in grado di mantenere una continuità dialettica con le giovani generazioni ha decretato la propria fine”.

Il filosofo ha posto un interrogativo di kantiana memoria sull’essere adulti e sul suo significato, ovvero sulla capacità di scegliere e di assumersi delle responsabilità, adempiere ad una vocazione, camminare con le proprie gambe senza cercare protezioni. “Spesso – ha dichiarato Masullo - nella società italiana attuale assistiamo a condizioni di minorità. Molti 80enni sembrano minorenni”. Essere adulti significa esercitare un’attività intrinseca all’ordine sociale a cui si partecipa, contribuendo in modo fecondo, attraverso l’esercizio dell’intelligenza, alla trasformazione della società stessa.

“L’Università – ha continuato Masullo rivolgendosi agli studenti presenti – è un’occasione di incontro con libri, professori e altri giovani. Come Gianbattista Vico ci ha insegnato: la libertà non nasce dalle situazioni nella loro pesantezza materiale ma dalle occasioni”.

E poi, sempre citando il filosofo napoletano, ha rivolto un invito ai giovani: “Non vi lasciate irretire da chi afferma che tutto è già stato fatto e trattato. Al contrario, il mondo è ancora giovane. Essere giovani a qualunque età significa voler mordere il futuro, voler essere, come Kant ci insegnava, maggiorenni”.

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