Il medico del Clan decideva sugli appalti dell'Ospedale: 7 arresti tra Napoli e Caserta VIDEO

Una complessa indagine, condotta dalla DIA di Napoli e coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua a Vetere, ha portato alla scoperta di 20 anni di corruttele e turbative d'asta messe a segno da un dirigente dell'Ospedale, cugino di un boss.

Nelle prime ore di questa mattina, nelle provincie di Caserta, Napoli e Roma, nell'ambito di un'articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua a Vetere, agenti della DIA di Napoli hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un indagato e degli arresti domiciliari nei confronti di altri soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di diverse ipotesi di corruzione, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, abuso d'ufficio e trasferimento fraudolento di valori.

L'indagine, supportata da intercettazioni telefoniche ed ambientali audio-video eseguite anche all'interno dell'Azienda Ospedaliera "S. Anna e S. Sebastiano" di Caserta, è durata più di due anni, ed ha riguardato principalmente la figura del dottor Carmine Iovine, che nell'ospedale ha svolto  sia l'incarico di Direttore Sanitario (dal 01/01/1995 al 01/12/2000) che di Direttore Medico di Presidio (dal 16/10/2003 al 27/01/2014). E' stato grazie agli incarichi pubblici svolti che il medico, cugino dell'ex boss del clan dei casalesi Antonio Iovine detto o' ninno (oggi collaboratore di giustizia), ha potuto esercitare per oltre vent'anni una significativa "gestione" delle gare pubbliche relative agli affidamenti dei servizi e forniture (servizi di mensa, di pulizia e di sterilizzazione e di somministrazione di lavoro, ecc.) alle ditte coinvolte nelle indagini.

Una "gestione" che il medico esercitava, direttamente oppure attraverso i suoi più fidati collaboratori, anche indipendentemente dalla carica formale dal rivestita. Dal contenuto delle innumerevoll conversazioni intercettate e dalla notevole mole di riscontri documentali acquisiti dagli inquirenti, questi hanno potuto appurare, con estrema chiarezza, che il dottor Iovine "lungi dallo svolgere l'incarico pubblico a lui affidato - non ha mai operato (direttamente o tramite i suoi collaboratori) alcun formale controllo sul corretto svolgimento dei servizi da parte dalle dine affidatarie, non manifestando il minimo interesse per la tutela della salute dei pazienti e la tutela degli interessi dell'Ospedale di Caserta".

Gli inquirenti contestano al medico che pur a conoscenza di reiterate e gravi situazioni di irregolarità nell'esecuzione dei servizi da parte di quasi tutte le ditte, non ha proceduto a contestare loro formalmente tali irregolarità (evitando la conseguente applicazioni di penali e/o le risoluzioni contrattuali), favorendo anzi, nel corso degli anni, il prosieguo dell'affidamento dei servizi alle stesse ditte alle quali, infatti, il contratto veniva più volte prorogato o il servizio nuovamente assegnato a seguito di nuovo bando di appalto al quale dette dine potevano regolarmentepartecipare.

E' emerso che lovine falsificava centinaia di verbali di ispezione, richiesti dalla DIA, redigendoli "ora per allora" al fine di celare il mancato controllo nel corso degli anni sulla corretta esecuzione dei servizi da parte delle ditte affidatarie, nonchè per giustificare i pagamenti effettuati nel corso degli anni a dette ditte. Quest'ultima attivita di falsificazione è stata "ascoltata in diretta" dagli investigatori, mentre erano in corso le attività di intercettazione audio-video proprio nell'ufficio del medico, ed ha riguardato tune le ditte affidatarie di servizi all'intemo dell'Ospedale.

Dalle indagini è inoltre emerso che i titolari di alcune ditte contribuivano alla formazione dei bandi di gara attraverso l'indicazione dei requisiti da inserire nel capitolato speciale di appalto, in accordo con Iovine, il quale, in quanto responsabile del contratto, aveva avuto l'incarico di redigere tali capitolati. Bandi di gara dell'Ospedale di Caserta, e in una occasione anche deIl'ASL di Caserta (in quest'ultima circostanza IOVINE Carmine si avvalse dell'intermediazione del direttore pro-tempore dell'U.O.C. Servizio Tecnico Manutentivo deIl'ASL di Caserta e dell'imprenditore Domenico Ferraiuolo (detenuto per altre vicende riguardanti l'assegnazione degli appalti nell'Ospedale di Caserta dietro la regia del clan dei casalesi).

In conclusione l'indagine ha permesso di acquisire un grave quadro indiziario a carico degli indagati, in relazione alla turbata libertà degli incanti o alla turbata scelta del contraente ed in riferimento ai sottonotati appalti ed affidamenti diretti indetti dall'AORN Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta e dall'ASL di Caserta. 

La Procura ha reso noto anche le cifre degli appalti truccati:  141.416.000 di euro (30.5.2014) per l'affidamento del Servizio di pulizia e sanificazione delle aree ospedaliere e servizi integrati' dell'Azienda Ospedaliera "S. Anna e S. Sebastiano" di Caserta (ditta favorita GE.S.A.P. SrL di NAPOLITANO Marco) e
la gara d'appalto (15.10.2014) relativa all'affidamento del Servizio di Prelievo Trasporto e Smaltimento dei rifiuti speciali' per l'importo di euro 830.478 (ditta favorita: DES SrL di TARABUSO Michele); la gara d'appalto pubblicata dall'ASL di Caserta (11 lugllo 2014) relativa all'affidamento dei Servizi di manutenzione degli implanti dei presidi ospedalieri e territoriali/distrettuali dell'ASL Caserta' per la durata di claque anni per un importo complessivo di euro 14.500.000,00 oltre IVA al fine di garantire 1'aggiudicazione dell'appalto alla società (ditta favorita MANUTENCOOP FACILITY MANAGEMENT S.P.A. di EUSEPI Maximilien Frank, deceduto il 10 giugno scorso).


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