
Il presidente del Comitato Provinciale FCI (Federazione Ciclistica Italiana) di Benevento, Nicola Antonelli, ricorda la figura di Franco Ballerini, il commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo, morto ieri in seguito a un incidente durante un rally.
“Morire a 45 anni – scrive Antonelli -, morire con la voglia di vivere è qualcosa di inconcepibile ed inaudito. Franco Ballerini è morto così, per una passione coltivata sin da bambino, è morto per realizzare un sogno, per vivere intensamente la sua vita. Il mondo del ciclismo oggi lo piange come atleta, come commissario tecnico e come uomo. Il ciclismo sannita, che lo ha avuto ospite per ben due volte nel 2006 in occasione della Festa del ciclismo, Una Bici Per Te e nella conferenza stampa presso la Rocca Dei Rettori per ospitare le varie nazionali in occasione dei campionati del mondo di Varese ,lo aveva conosciuto e amato per la sua disponibilità, la sua capacità di comunicare, la sua onestà morale, la sua sincerità e spontaneità.
Nei due incontri tutti hanno ricordato le due vittorie riportate alla Parigi-Roubaix nel ‘95 e nel ’98 ,tutti hanno ricordato quella maschera di sudore e fango uscita dall’inferno del Nord. Franco rideva e, modesto, ammetteva: 'sì sono state due belle vittorie…'. Eccolo Franco: leale, sincero, amante della vita.
Non a caso è diventato commissario tecnico proprio grazie alla sua capacità di saper far coesistere i vari campioni, alla capacità di saper scegliere gli uomini adatti per il percorso. Quattro titoli mondiali vinti da commissario tecnico ( 1 Cipollini,2 Bettini,1 Ballan ) edun oro olimpico con Bettini non si vincono per caso: Ballerini niente lasciava al caso. Oggi quel muro maledetto gli ha tolto la vita e ha lasciato in noi un vuoto che difficilmente potrà essere colmato”.