
Gestori di agriturismi e non sono meravigliati e preoccupati. L'Imu sui fabbricati rurali (l'imposta municipale unica che sostituisce oltre all'Ici anche l'Irpef per gli immobili non locati oltre alle addizionali dovute sul reddito fondiario), è stato accolto come un fulmine a ciel sereno e rischia di essere un "durissimo colpo basso" per i gestori di agriturismi del Sannio. Siamo andati in due aziende dell'entroterra sannita, tra le colline del Fortore ed il territorio apicese, per comprendere cosa cambierà nelle loro tasche dopo l'introduzione della già ribattezzata "patrimoniale agricola".
IMU RURALE, UNA SPESA BEN OLTRE I MILLE EURO
Da una prima valutazione, la nuova imposta per una azienda media con indirizzo frutticolo di pianura sarà di oltre mille e settecento euro, mentre un allevamento medio con stalla e fienile (di categoria D/10) dovrà esborsare circa mille e trecento euro. Secondo una prima stima dei sindacati agricoli a livello nazionale siamo ancora nel campo delle esemplificazioni e proiezioni tarate su aziende medie: questo vuol dire che l’applicazione dell’Imu presenterà un conto molto più salato per strutture produttive di proporzioni maggiori. Le categorie che dovranno fare i conti con la nuova spesa sono tutti i fabbricati rurali, compresi quelli situati in zone montane che fino ad ora sono stati esentati dal pagamento dell’Ici. In una zona come l'entroterra sannita, già difficilmente attrattiva per il settore agrituristico, si tratta di un autentico salasso.
AGRITURISMO E GASOLIO: 'PER NOI E' UNA VERA PUNIZIONE'
Mi riceve mentre è intento a migliorare la sua connessione Internet. Alessandro è un giovane gestore di un agriturismo situato nelle campagne di Apice: "Il segnale è debole come sempre - sbotta mentre chiede informazioni telefoniche ad un tecnico - devo "combattere" anche questo problema oggi!". Ci sistemiamo fuori, il sole è piacevole ed ha sciolto la gelata notturna: "Questa attività era di mio padre - mi spiega - ma ho deciso di investire di più e così, assieme a mia moglie, abbiamo unito le forze e stiamo provando a dare all'agriturismo anche un profilo più accogliente investendo in pubbicità e qualità della struttura ricettiva". Con l'arrivo dell'Imu rurale Alessandro è preoccupato: "Che imposta ingiusta, ancora stento a crederci. Ma come si fa a colpire noi? Il settore agricolo vive già una stagione difficilissima, dobbiamo fare i conti con il libero mercato che non ci aiuta: l'agriturismo è una scommessa che abbiamo vinto anni fa e proprio adesso che avevamo cominciato a carburare recuperando soldi investiti arriva questa notizia". Alessandro trova oltremodo ingiusto tassare anche "la stalla, il magazzino, la cascina dove depositiamo il fieno. "Ma dico, è più logico tassare chi ha i soldi o noi? Noi possiamo anche dare il nostro contributo ma così è troppo: siamo duri, responsabili e pronti ai sacrifici come la vita ci ha insegnato però questa è una punizione esemplare nei nostri confronti. Un'altra cosa che proprio non mi va giù è il rincaro del gasolio: come le lavoro le serre? come le riscaldo le colture nel periodo invernale?". Ritornando sulla gestione dell'agriturismo, Alessandro è chiaro: "Bisogna fare un distinguo: mantenere un'azienda agrituristica nel rispetto della legge, garantendo i parametri di qualità stabiliti, costa e non tutti qui sono effettivamente agriturismi. Ti giuro che sono felice quando vengono persone da lontano e lodano la qualità della mia struttura: la passione del visitatore - ha aggiunto - è il maggior incentivo che uno come me può ricevere. Io non voglio benefici da Roma, ma non voglio essere affossato!". Alessandro conclude la nostra conversazione bacchettando lo scarso interesse di Coldiretti e Cia: "Ma che cosa stanno facendo per salvaguardarci? Si pensa ad un'imposta del genere e nessuno ci informa, nessuno ci mette in guardia. Oramai è tardi".
ENTROTERRA IN DIFFICOLTA': 'CI TASSANO TUTTO, ANCHE LA STALLA. ABOLIRE LA TARSU'
Cinquemila euro. Questa la stima orientativa dell'Imu rurale che Giovanni dovrà versare con il varo del nuovo decreto governativo: "Sussidio di settore, Iva, Imu, Tarsu - si arrabbia - cosa devo inventarmi per andare avanti? Quando non ce la farò più a pagare gli regalerò le chiavi dell'agriturismo!". Non è facile mantenere e far crescere una struttura agrituristica nel cuore del Fortore: bisogna fare i conti con le avversità metereologiche, con le strade dissestate, con lo scarso coinvolgimento dei grandi pacchetti turistici. Bisogna inventarselo il turismo: "Paradossalmente l'unicità del paesaggio è un'attrattiva buona per le nostre strutture - sostiene Giovanni - ma restano pur sempre zone svantaggiate dove è difficile vivere, figuriamoci investire". Giovanni non riesce a darsi una spiegazione plausibile: "Davvero incredibile quello che hanno fatto. Con l'Imu rurale posso lavorare bene quanto voglio, ma non riuscirò mai ad avere un guadagno reale. La mia struttura nel 2011 non ha subito perdite ma questo grazie al mio impegno quotidiano e di tutta la mia famiglia perchè assicuriamo qualità e la gente ritorna. Siamo dinanzi ad una tassazione punitiva che penalizza il nostro lavoro di agricoltori, ci tassa qualsiasi tipo di bene o attrezzo che adoperiamo per il lavoro nei campi e per la gestione dell'azienda agrituristica. Il Governo deve rendersi conto di questo macroscopico errore: non posso operare in perdita, è un assurdo. La cosa incredibile è che tutto è passato nel silenzio totale, da un giorno all'altro, neppure io ho realizzato subito quello che stava accadendo". Gli agriturismi sanniti si troveranno ad affrontare l'Imu per la prima volta nella loro storia: "Zone come le nostre non hanno le stesse entrate delle strutture vicine al mare. Le istituzioni devono intervenire al più presto - ha poi concluso Giovanni - ed i comuni potrebbero anche esentarci dal pagamento della Tarsu visto che, essendo questa una zona agricola, non usufuriamo neppure del servizio del porta a porta. L'abolizione della Tarsu agli agriturismi non è una soluzione ma può dare un po' di ossigeno".
L'AGROTECNICO: 'REDDITI AGRITURISTICI -15%, UNA STALLA COSTERA' 500 EURO DI MANUTENZIONE'
Secondo le stime di Agriturist, la manovra Monti, attraverso la tassazione degli edifici rurali, taglierà il 15 per cento dei redditi dell’agriturismo pesando, in media, per 1.650 euro su ogni azienda. Quanto costerà mantenere una stalla agricola? 500 euro: "Se a questo aggiungiamo quanto dovuto per le abitazioni degli imprenditori e degli addetti, i punti vendita, le stalle, i magazzini e le rimesse, è chiaro che la tassazione delle aziende agricole raggiunge livelli insostenibili e addirittura paradossali - ha aggiunto Orlando Vella, un agrotecnico sannita che è intervenuto sull'argomento - sarebbe come chiedere a un lavoratore dipendente che guadagna 30 mila euro l’anno di pagare 4500 euro di tasse. D’altra parte l’agriturismo rappresenta, per le 20 mila aziende che hanno deciso di investire nel settore, un sostegno economico indispensabile alla sopravvivenza dell’attività agricola, soprattutto nelle zone collinari e montane dove fare agricoltura è più difficile. “Questa è una pura operazione per far cassa, senza dare il minimo contributo allo sviluppo di un sistema che già viveva una grave situazione di difficoltà”. “La manovra – ha spiegato in una nota stampa il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi – brucia il 10 per cento del valore aggiunto prodotto in agricoltura e da una indagine del nostro Centro studi sui dati del censimento Istat emerge che oltre mezzo milione di aziende sotto i 20 ettari di superficie rischiano di chiudere”.
Gaetano Vessichelli