L'Ospedale Rummo smentisce il presunto atto di intolleranza e l'infermiera denuncia Musah

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Pronto soccorso Ospedale RummoPronto soccorso Ospedale Rummo

I fatti risalgono a sabato scorso. Un mediatore culturale di colore - Musah Awudu - recatosi al pronto soccorso dell'Ospedale Rummo, in base al suo racconto postato su Facebook, sarebbe stato oggetto di atteggiamenti razzisti da parte dell'infermiera che doveva medicarlo. Arriva oggi la smentita dell'Ospedale e la notizia da parte della denuncia presentata dall'infermiera, resa nota dalla Uil.

Le notizie di stampa riguardanti un inqualificabile episodio di intollerante razzismo all’indirizzo di un mediatore culturale, che si sarebbe verificato presso il Pronto Soccorso dell'Azienda Ospedaliera,  "hanno provocato profondo sconcerto ed indignazione alla Direzione Generale, che, da subito, ha provveduto ad incaricare la Direzione Medica di Presidio di condurre un’indagine per accertare, nei termini precisi ed in tempi rapidi, i fatti denunciati, onde assumere tempestivamente gli eventuali e severi provvedimenti conseguenti". E' quanto riporta una nota ufficiale del Rummo da poco diffusa.

"Dalle risultanze dell’inchiesta, derivanti dall’ascolto degli operatori presenti - continua la nota - emergerebbe, comunque, una realtà dei fatti diametralmente opposta a quella rassegnata alla stampa. All’inverso, la dipendente chiamata in causa ha concretamente dimostrato con una pregressa attività di volontariato in Africa una profonda sensibilità all’accoglienza di chi, a causa di guerre o di povertà, è costretto a lasciare i lidi natii. In presenza di un’accusa tanto infamante, la dipendente in questione ha presentato denuncia a salvaguardia della propria onorabilità. La difesa intransigente dell’umana dignità e la condanna di ogni intolleranza non può e non deve condurre all’opposto a punizioni sommarie sulla base di calunnie non suffragate da prove tangibili".

Alla nota della Direzione dell'Ospedale Rummo fa seguito quella congiunta diramata dal segretario generale aggiunto della Uil Avellino/Benevento, Fioravante Bosco  e dal segretario responsabile della Uil Federazione Poteri Locali di Benevento, Antonio Pagliuca.

I due sindacalisti presentano una diversa versione dei fatti dell'episodio a tutela dell'infermiera. Secondo la ricostruzione del sindacato, Musah Awudu, lo scorso 27 gennaio,  si è presentato presso il Triage dell'Azienda Ospedaliera G. Rummo di Benevento per farsi medicare una lieve ferita lacero-contusa al labbro inferiore. "Alla richiesta di meglio declinare le proprie generalità, non riscontrabili dal documento mostrato all'operatrice" - spiegano i due sindacalisti - - "si è arrabbiato aggredendo verbalmente l'operatrice. Dopodiché l'ha postrofata con offese e calunnie, alla presenza di testimoni. Infine, l'ha minacciata facendo intendere che sarebbero intervenute altre persone di sua conoscenza".

Su questo episodio dichiarano Bosco e Pagliuca sono intervenute varie associazioni di sinistra che, "senza sentire l'altra campana, hanno dato per scontato che quanto raccontato dallimmigrato fosse una verità incontrovertibile. Invece, questa volta, ha torto solo il sig. Musah Awudu, il quale pur trovandosi in un Paese amico e ospitale, qual'è lItalia, e dinanzi a una donna dal carattere molto mite, non ha esitato ad alzare la voce e inveire come una furia. La nostra assistita ha già sporto denuncia all'Autorità Giudiziaria e riferito l'accaduto al direttore generale dell'Azienda. Resta il fatto - concludono Bosco e Pagliuca - che prima di parlare a vanvera bisognerebbe sentire sempre le due campane, e poi trarre le conclusioni. Questa solidarietà a senso unico non è più tollerabile, ed è foriera di allarmi sociali ingiustificati, atteso che nel caso specifico la Collaboratrice professionale sanitaria infermiere ha svolto una ventina di anni fa una missione in Somalia con la Croce Rossa Italiana, e conosce bene i problemi che affliggono l'Africa".



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