La promozione del Benevento: quale impatto sull'economia locale?

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Benevento in serie ABenevento in serie A

Il Benevento, per la gioia dei suoi caldissimi tifosi, è stato promosso in serie A al termine di avvincenti play-off che hanno premiato la squadra in maglia giallorossa. Oltre all’innegabile estasi dei tifosi, che cosa possiamo dire, tuttavia, sul possibile impatto di questo evento a livello di economia locale?

La questione, interessante da un punto di vista teorico, non trova moltissimi studi di riferimento all’interno della letteratura accademica. Come quantificare benefici e costi di un evento quale la promozione di un club nella massima serie? Le assunzioni e gli scenari da considerare sono molti e, spesso, difficili da misurare.

L’unico studio di interesse, di qualche anno fa, è stato realizzato dall’Università di Cardiff a proposito della promozione dello Swansea City in Premier League nel 2011. Pur con tutte le cautele del caso, e tenendo conto delle ovvie differenze tra il contesto italiano e quello britannico, ci sono delle analogie che ci consentono di fare qualche riflessione a proposito del Benevento.

Secondo lo studio inglese, l’effetto della promozione dello Swansea ha prodotto, a livello di economia locale, un effetto in termini di aumento del valore aggiunto di qualche decina di milioni di sterline, per un impatto in termini occupazionali paragonabili a quelli di un’impresa di medie dimensioni (circa 400 posti di lavoro generati).

Ad essere avvantaggiati sono soprattutto i settori non direttamente legati al calcio, quali la ristorazione e le strutture ricettive, dato l’aumento degli spettatori che, dalle città situate in un raggio di 200 km, arrivano per tifare i propri beniamini. Il mercato inglese è molto diverso da quello italiano, è bene ripeterlo, ma è chiaro che la provincia beneventana sarà molto interessata da una pressione crescente di tifosi attratti dalla serie A. Rispetto al caso gallese, inoltre, Benevento rappresenta un’area turistica di sicuro interesse che, già, attira un flusso importante di persone, destinato a salire grazie alla serie A.
La regione gallese è una regione povera, in un certo senso paragonabile a quella beneventana (in termini di prodotto interno lordo su base nazionale).
Un caveat importante, al di là dei facili entusiasmi, sta nel fatto che qualche decina di milioni di sterline (il fatturato prodotto dallo Swansea) all’anno in proporzione al prodotto interno lordo della regione gallese di riferimento (circa 30 miliardi di sterline sul medesimo arco temporale) è comunque un dato non particolarmente significativo.

Giusto a ricordare che non basta certo il calcio, che appunto rappresenta solo una possibilità di sviluppo dettata dalle circostanze. L’occasione, però, esiste, e starà alle istituzioni beneventane, insieme alla società, cercare di produrre un effetto virtuoso. Il rischio, per voler lanciare una provocazione in coda all’articolo, è semmai viziato dai risultati di un altro studio, pubblicato nel 2002 sul Journal of Sports Economics, e che studia in teoria l’economia delle promozioni e delle retrocessioni.

Uno scenario, non si sa quanto probabile, ma senz’altro non troppo auspicabile per il Benevento, è che da un punto di vista societario gli incentivi a rimanere in serie A non siano poi così forti per la dirigenza. La forza del Benevento (una tifoseria accesissima) garantirà un importante flusso di denaro, questo è certo: aumentare di 5000 posti la capienza dello stadio può produrre, infatti, un aumento dei ricavi nell’ordine dei 3 milioni di euro all’anno. I costi, però, aumenteranno pure sicuramente per via di salari più alti e di un mercato che costringerà il Benevento a investimenti importanti (per far fronte a squadre di qualità media superiore).

Il flusso dei ricavi potenziali è legato a una serie di variabili, che vanno dalla capacità istituzionale di far leva sulla serie A come strumento di attrazione, al tessuto imprenditoriale della provincia e alla sua capacità di sfruttare il calcio come volano, fino alle dimensioni dell’economia sommersa e alle capacità di fare emergere le diverse attività economiche tradizionalmente escluse dal circuito ufficiale.

E questi ricavi, di fatto, interesseranno minimamente la società. Serve un progetto lungimirante, dunque, che, come per lo Swansea City, permetta al Benevento di impostare una serie di azioni in grado di garantire la permanenza nella massima serie. Lo Swansea City è in Premier League dal 2011.
E da lì non si è più spostato.

Luciano Canova



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