La proposta del Comitato 'Una voce per la Contrada': "Basta mensa e fine lezioni alle 13.30"

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La proposta è stata lanciata dal comitato "Una voce per la Contrada" e prevede l'abolizione del servizio di mensa scolastica. 

Fabio Rapuano presidente del comitato Una voce per la Contrada” riporta al centro del dibattito uno dei temi caldi di questi mesi: il servizio di mensa scolastica. Lo fa a pochi giorni dal termine per l’affidamento del servizio provvisorio – sul tema in Comune si è svolta una riunione – avanzando una richiesta di interruzione del servizio sia all’Ufficio Scolastico Provinciale diretto da Monica Matano che alla Prefettura e al prefetto Paola Galeone che al sindaco di Benevento, Clemente Mastella.

“La mensa scolastica a Benevento – scrive il comitato "Una voce per la Contrada" – rappresenta ormai il problema numero uno che affligge i 1900 alunni di materne ed elementari. Nonostante la pazienza e la speranza, siamo costretti ad affermare che la mensa scolastica è un fallimento totale. Si sta cercando di mantenere in vita un servizio, che ormai servizio non è, morto da tempo, con un Comune in dissesto che nulla può garantire. Da rappresentante dei cittadini, ma soprattutto da genitore dico basta. Chiedo ai dirigenti scolastici e a tutte le figure preposte alla salvaguardia dei diritti umani di porre fine a questo scempio”.

“Chiedo – continua Fabio Rapuano – principalmente ai dirigenti scolastici di garantire che le attività didattiche vengano completate entro le 13.30 in modo da permettere a tutte le famiglie che ne avranno la possibilità di prendere i propri bambini e portarli a casa per il pranzo, senza obbligo di rientro. Tutte le altre famiglie – spiega anche Rapuano – che non avranno tale possibilità, garantiranno il pasto da casa come già avviene oggi, visto che solo 300 bambini su 1900 usufruiscono della mensa. I bambini che rimarranno a scuola nella seconda parte della giornata potranno essere impegnati in attività complementari, svolgendo ad esempio i compiti assegnati per il giorno seguente, ma senza portare avanti il programma didattico”.

L’idea di Rapuano sarebbe dunque, quella di far terminare le lezioni alle 13.30, i bambini potranno anche rimanere scuola che magari potrebbero, in attesa, svolgere i compiti loro assegnati.
 



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