
I rifiuti delle province di Napoli e Caserta - si legge in un lancio dell'agenzia Ansa - saranno sversati, a partire da domani, nella discarica di San Tammaro, nel Casertano, e nello Stir (l'ex Cdr) di Santa Maria Capua Vetere. Lo si apprende da fonti della struttura tecnica del Sottosegretariato ai Rifiuti, secondo l quali non sarà più necessario scaricare nel Sannio, nell'impianto di Casalduni, cui si è fatto ricorso - spiegano - da sabato 13 marzo. Nella crisi dovuta alla mancata raccolta di rifiuti da parte del consorzio unico Napoli e Caserta, la Gestione dei flussi rifiuti della Regione Campania aveva emesso un dispositivo in base al quale era prevista la possibilità di scaricare circa 600 tonnellate di rifiuti al giorno nell'impianto sannita. Nei fatti, si fa notare, i quantitativi sversati fino a oggi sono stati però inferiori alle disposizioni: nei primi tre giorni non sono state superate le 20 tonnellate al giorno (domenica 14 solo 5); da martedì scorso, Casalduni ha ricevuto invece 200 tonnellate di rifiuti al giorno. Da domani, comunque, secondo quanto si apprende, non sarà più necessario ricorrere all'impianto sannita.
“Prendo atto con soddisfazione dell’immediato stop all’incredibile afflusso di rifiuti nel Sannio provenienti dal napoletano e dal casertano”. Queste le dichiarazioni del presidente della Provincia Aniello Cimitile, dopo la diffusione della notizia. Questa mattina l'inquilino della Rocca aveva protestato in maniera a dir poco vivace per il protrarsi di tale situazione. “Resta tuttavia irrisolto – aggiunge, comunque, lo stesso Cimitile - il problema rappresentato dal pagamento delle spettanze ai lavoratori dei Consorzi BN1, BN2, BN3 per il quale auspichiamo che ci possano essere al più presto adeguate soluzioni soprattutto in termini di copertura finanziaria del fabbisogno.
Auspichiamo inoltre che si ponga fine ad una differenza di trattamento dei lavoratori del Sannio rispetto ai loro colleghi degli altri Consorzi. La Provincia di Benevento non chiede beneficenza, né soldi a perdere. Chiede soltanto che non vengano più scaricati fardelli provenienti direttamente dal passato e che le sia invece consentito di impostare in modo concreto e moderno un piano industriale delle attività affidate a suo tempo ai Consorzi e realizzare un corretto ciclo gestionale dei rifiuti in terra sannita”.