
Latte estero che diventa sannita. A comunicarlo è la Coldiretti di Benevento. Il 6 luglio, infatti, al valico del Brennero è stato fermato dagli allevatori Coldiretti, tra cui anche una delegazione sannita, una cisterna di 26.000 litri di latte di provenienza tedesca diretta a un caseificio di Moiano “mentre il prezzo del latte pagato ai nostri allevatori continua a scendere”.
Luigi Auriemma, direttore della Coldiretti sannita ha ricordato così l’impegno dei produttori sanniti presenti al Brennero e al porto di Salerno per difendere il vero Made in Italy alimentare dal rischi di inganni e contraffazioni “che valgono 60 miliardi di euro in Italia e all’estero, proprio nei giorni dello scandalo della mozzarella blu, che Coldiretti ha esposto a Montesarchio”.
“L’iniziativa – ha aggiunto Auriemma - che ha consentito di mettere allo scoperto le importazioni estere di prodotti alimentari che ingannano i produttori si è svolta in tutt’Italia; al porto di Bari i coltivatori della Coldiretti sono andati all’arrembaggio di due navi che trasportavano 27 milioni di chili di grano extracomunitario destinato a produrre pasta italiana mentre ad Ancona i coltivatori hanno visto sbarcare addirittura venti tonnellate di pasta ‘italiana’ fatti in Grecia da una famosa marca, oltre a pesche sciroppate col nome di una famosa città campana, olio d’oliva ellenico diretto in Toscana, aceto di vino in viaggio per Modena.
Sul litorale romagnolo una motonave di produttori agricoli ha pattugliato il mare antistante il porto di Ravenna, che con 800 mila tonnellate di prodotti agricoli e 1.800.000 tonnellate di prodotti agro-alimentari è un altro dei principali punti dell’import alimentare italiano. Decine i camion controllati a Salerno con l’ausilio della Guardia di Finanza che hanno posto in essere verifiche di conformità e di corretta etichettatura. In particolare si potuto verificare che alcune conserve in transito provenienti dalla Sicilia non riportavano alcuna indicazione circa l’origine della materia prima, sicuramente non italiana”.
“A conclusione delle prime due giornate ai valichi di frontiera del Brennero e del Frejus – ha proseguito il direttore della Coldiretti - sono stati scoperti quasi 15mila cosce di maiale provenienti dai Paesi del Nord Europa e destinate a diventare prosciutti italiani, milioni di litri di latte dalla Germania diretti verso stabilimenti per essere confezionati e trasformati come formaggi Made in Italy, ma anche pesto tedesco da ‘nazionalizzare’, mele argentine e kiwi cileni.
Il risultato è che due prosciutti su tre venduti come italiani sono provenienti da maiali allevati all'estero, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all'insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere. Per questo va sostenuta in Parlamento l’approvazione del disegno di legge sull'etichettatura obbligatoria di origine degli alimenti che al Senato è già stato ampiamente condiviso sia in commissione Agricoltura che in Aula”.
Un segnale incoraggiante, secondo Gennaro Masiello presidente della Coldiretti sannita, è appena arrivato dal Parlamento Europeo che “sotto il nostro pressing, ha votato finalmente a favore dell’obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza per carne, ortofrutticoli freschi e appunto prodotti lattiero caseari. Per l’Italia significa anche valorizzare il vero Made in Italy in una situazione in cui, negli ultimi anni, con la mobilitazione a favore della trasparenza dell'informazione, la Coldiretti è riuscita a ottenere l'obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele, latte fresco, pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva. Ancora molto resta da fare con l’etichetta che è anonima per circa la metà della spesa: dai formaggi ai salumi, dalla pasta ai succhi di frutta”.