
L’assessore all’Ambiente della Provincia di Benevento ha inviato una nota in cui esprime alcune considerazioni in merito alla gestione del ciclo dei rifiuti, facendo riferimento, in modo particolare, alla legge n. 26 del 2010.
“Mentre giunge la prima condanna per infrazione da parte dell’Unione Europea sulla questione rifiuti, la grave incertezza in cui versa attualmente l’intera gestione del ciclo rischia di ripercuotersi pesantemente sui lavoratori del Sannio. In particolare la legge n. 26/2010, che pone fine all’emergenza, registra numerosi punti critici. In primo luogo instaura la divisione tra spazzamento, raccolta e trasporto rifiuti, attribuiti ai Comuni, e smaltimento e trattamento dei rifiuti, attribuiti alle Province e, sulla scorta di tanto, divide analogamente le risorse finanziarie per tali incombenze.
C’è poi la questione della tutela dei livelli occupazionali. In questi anni, infatti, i Comuni hanno progressivamente lasciato i Consorzi per i rifiuti per affidare i servizi a soggetti terzi (cooperative o società private), determinando con ciò un oggettivo sotto utilizzo dei consorzi stessi. Dall’altra parte, la legge prescrive che i lavoratori debbano essere assunti in relazione alle risorse effettivamente disponibili che ora sono poche, anche perché il Governo ha tagliato il contributo di 2miila aeurol mese per ogni lavoratore assunto fino al 31 dicembre 2009. La stessa legge n. 26 del 2010 consente al Consorzio Unico di Napoli e Caserta di disporre di risorse straordinarie pari a 5 milioni di euro e, addirittura, dà pure la possibilità di assumere i lavoratori in esubero rispetto alle effettive esigenze. Nelle altre Province, invece, Consorzi e lavoratori sono stati lasciati a se stessi.
A fronte di tali difficoltà il paradosso è che proprio le istituzioni non responsabili della situazione e anzi più vicine ai dipendenti, come la Provincia di Benevento, rischiano di diventare il parafulmine su cui si riversano le loro comprensibili preoccupazioni, angosce e frustrazioni. In un contesto in cui le scelte cadute dall’alto rivelano la propria debolezza sul campo occorre che Governo, Regione, Provincia e Comuni sappiano individuare le dovute risoluzioni. Il problema dei rifiuti, in altri termini, va affrontato anche sotto il profilo sociale e nessuno deve girare la testa dall’altra parte e far finta che l’emergenza sia terminata”.